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Il Governo conferma le misure di sostegno alle edicole per il 2026. Grande soddisfazione da parte di SNAG-Confcommercio.

23 Settembre 2026

Con il DPCM 30 luglio 2026, pubblicato in data odierna sul sito del Dipartimento per l’Informazione e l’editoria, sono state confermate le misure di sostegno straordinario a favore dell’intera filiera dell’editoria cartacea.

Il Governo ha confermato lo stanziamento di 10 milioni di euro per le edicole e ha migliorato le modalità di riconoscimento del bonus, innalzando all’80% la misura delle spese ammesse al contributo, aumentando il tetto a 4.500 euro e ampliando le voci di spesa ammissibili.

È previsto inoltre un bonus ulteriore (fino ad un importo massimo di euro 500) per le edicole che hanno effettuato consegne a domicilio di quotidiani e periodici documentabili.

Il Presidente SNAG-Confcommercio Renato Russo ha dichiarato “devo esprimere grande soddisfazione per il contenuto del DPCM pubblicato oggi. Il Governo ha dato continuità alle misure messe in campo in questi 4 anni a sostegno delle edicole e ha migliorato la misura recependo molte delle istanze che come SNAG avevamo formulato in questi mesi. Nonostante un contesto di finanza pubblica complesso, e una riduzione delle risorse complessive destinate alla filiera del 30%, i fondi destinati alle edicole sono rimasti invariati.”

“Questo è un risultato importante - prosegue il Presidente SNAG-Confcommercio - che non può passare inosservato e che dimostra l’attenzione e la sensibilità del Sottosegretario Alberto Barachini verso la rete delle edicole e il riconoscimento del loro ruolo nel garantire la capillare diffusione della stampa e il pluralismo informativo.”

“Bisogna proseguire in questa direzione che ha permesso di ridurre il tasso di chiusura delle edicole al 3,6% nel 2025. Diventa quindi fondamente che, con la prossima legge di bilancio, vengano individuate risorse adeguate per i prossimi anni, così da dare alle edicole una prospettiva stabile di sviluppo.”

“Investire sulla rete di vendita e sulla capillare diffusione della stampa - conclude il Presidente SNAG-Confcommercio - significa investire nel pluralismo informativo, nella crescita culturale, nella partecipazione democratica e nella coesione sociale del paese.”



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Abbonamenti in edicola: più che una novità, una sfida già vista

07 Settembre 2026

Il Protocollo sugli “Abbonamenti in Edicola”, sottoscritto da FIEG, FAG e SINAGI, viene presentato come uno strumento innovativo per riportare i lettori nei punti vendita e rafforzare il ruolo delle edicole nella distribuzione della stampa.

L’obiettivo è certamente condivisibile. Ma, secondo SNAG-Confcommercio, è necessario fare chiarezza sulla reale portata dell’iniziativa.

Un modello che esiste già da quasi quarant’anni

Gli abbonamenti con ritiro in edicola, infatti, non rappresentano una novità del 2026.

Il modello è già presente da decenni. Risale almeno al 1987, quando Italia Oggi sperimentò una formula che consentiva agli abbonati di ritirare la propria copia presso edicole selezionate, in particolare nelle grandi città.

Negli anni successivi, lo stesso sistema è stato adottato, tra gli altri, da: Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, La Stampa, L’Unione Sarda, La Nuova Sardegna, oltre che da altri editori di quotidiani, attraverso formule che, in alcuni casi, risultano tuttora operative.
Ne sono un esempio le realtà di Cagliari e Torino, dove il modello è stato sviluppato attraverso sistemi organizzativi, finanziari e/o tecnologici in grado di gestire concretamente il ritiro dell’abbonamento in edicola. Si tratta, dunque, di esperienze che dimostrano non solo che il modello era già conosciuto e sperimentato, ma anche che, laddove adeguatamente strutturato e supportato dalla tecnologia, può essere reso operativo e funzionante su scala territoriale.

Alla luce di ciò, appare difficile considerare il semplice ritiro dell’abbonamento in edicola come l’elemento innovativo del Protocollo del 2026. La vera sfida sarebbe stata, piuttosto, partire da queste esperienze già esistenti per sviluppare un modello più evoluto, replicabile e soprattutto estendibile al comparto dei periodici.

È lì che si sarebbe potuto misurare il reale valore del progetto: non nella semplice riproposizione di un modello già esistente sui quotidiani, ma nella capacità di estenderlo a un mercato più ampio e di individuare nei periodici il vero ambito di crescita e di innovazione.

Perché SNAG non ha sottoscritto il Protocollo

È proprio alla luce di queste considerazioni che SNAG-Confcommercio ha scelto di non sottoscrivere il Protocollo.

Una decisione assunta non per contrapporsi alle altre organizzazioni, perché su una questione di questa rilevanza non servono semplicemente posizionamenti, né contrapposizioni di principio, ma senso di responsabilità e capacità di guardare concretamente agli interessi della categoria.

A giudizio di SNAG, il Protocollo non prevede un impegno sufficientemente vincolante da parte degli editori. In particolare, non vengono garantite condizioni commerciali effettivamente non discriminatorie tra il canale dell’edicola e quello postale o diretto.

Per rendere concreto il protocollo sulla domiciliazione degli abbonamenti, per lo SNAG sarebbe stato necessario prevedere impegni precisi in materia di:

  • parità delle offerte promozionali rivolte ai consumatori;
  • non discriminazione dell’edicola rispetto alla vendita diretta e agli altri canali;
  • maggiore remunerazione per gli abbonamenti acquisiti direttamente dalle rivendite;
  • condizioni capaci di rendere realmente competitivo e attrattivo il canale edicola.

Senza questi elementi, il rischio è che il Protocollo finisca semplicemente per disciplinare un servizio che, almeno in parte, esiste già, senza incidere realmente sui rapporti economici e commerciali all’interno della filiera.

C’è poi un altro aspetto che, secondo SNAG, deve essere chiarito.

L’aggio riconosciuto all’edicolante per la gestione degli abbonamenti non costituisce, di per sé, una nuova opportunità economica: si tratta infatti di una remunerazione già prevista per la gestione degli abbonamenti presso le edicole degli editori che utilizzano già oggi questo sistema.

Per comprendere meglio la posizione di SNAG, è particolarmente significativo soffermarsi sul paradosso dei periodici e dei collezionabili, che evidenzia in modo concreto le criticità dell’attuale impostazione.

Da anni gli editori utilizzano l’edicola come fondamentale canale di distribuzione e promozione delle prime uscite, così come da anni le edicole vendono le riviste con all’interno offerte economiche vantaggiose se acquistate in abbonamento postale. L’edicola contribuisce a far conoscere il prodotto, a intercettare il consumatore e a favorirne l’acquisto.

Poi, però, spesso lo stesso consumatore viene invitato ad abbonarsi direttamente all’editore, attraverso il canale postale o altri canali diretti, con sconti, regali, gadget e condizioni promozionali che il punto vendita non è in grado di replicare.

Si crea così un evidente paradosso: l’edicola contribuisce a far conoscere e vendere il prodotto, ma quando il cliente deve essere fidelizzato viene spesso indirizzato verso un canale che esclude il punto vendita.

È inevitabile, allora, porsi una domanda semplice: perché il lettore dovrebbe scegliere di ritirare il proprio abbonamento in edicola se l’abbonamento diretto continua a essere economicamente più conveniente e maggiormente incentivato?

È proprio su questi aspetti che, secondo SNAG, il Protocollo avrebbe dovuto intervenire con maggiore incisività.

Per riportare gli abbonati in edicola servono condizioni realmente competitive!

In assenza di precise garanzie sulla parità commerciale tra i diversi canali, il rischio è che l’accordo finisca per fotografare una situazione già esistente, senza introdurre quei cambiamenti necessari a rafforzare realmente la rete di vendita.

Per SNAG, quindi, il Protocollo non basta.

Se l’obiettivo è davvero riportare gli abbonati nelle edicole, servono impegni concreti degli editori, condizioni commerciali equilibrate tra i diversi canali e incentivi capaci di rendere il ritiro in edicola una scelta conveniente anche per il lettore, altrimenti il rischio è che il punto vendita continua a essere considerato indispensabile quando serve a distribuire e promuovere il prodotto, ma viene escluso proprio quando si tratta di fidelizzare e monetizzare il cliente.



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Famiglia Cristiana intervista il Presidente SNAG Renato Russo

02 Settembre 2026

Il futuro delle edicole, il rapporto con gli editori, le trasformazioni del settore e le nuove opportunità per la rete di vendita. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal Presidente nazionale di SNAG Confcommercio, Renato Russo, nell’intervista pubblicata da Famiglia Cristiana.

Un confronto che parte dalle difficoltà che negli ultimi anni hanno interessato la rete delle edicole, ma che guarda soprattutto al futuro e alla necessità di costruire una nuova alleanza tra edicolanti ed editori, riconoscendo il valore strategico delle edicole come presìdi di informazione e di comunità.

Nell’intervista Russo affronta anche il tema delle liberalizzazioni, della distribuzione, della diversificazione delle attività delle edicole e del ruolo delle istituzioni, sottolineando la necessità di interventi concreti per sostenere una rete che, nonostante le difficoltà, continua ad avere un ruolo fondamentale.

Di seguito riportiamo integralmente l’intervista a cura di Eugenio Arcidiacono pubblicata su Famiglia Cristiana n. 35/2026, pag. 32.

SERVE UNA NUOVA ALLEANZA TRA NOI E GLI EDITORI

«Con le liberalizzazioni e il passaggio all’online hanno allontanato i lettori da noi. Che invece possiamo essere una risorsa fondamentale, a partire dalla distribuzione. Gli esempi virtuosi già ci sono»

Entrando nella sede milanese dello Snag - Sindacato nazionale autonomo giornalai, fa bella mostra di sé la riproduzione di un bellissimo chiosco di giornali.

«L’altra sera ho visto un film, Mixed by Erry», ci dice il presidente Renato Russo, «sulla storia vera di un gruppo di ragazzi napoletani che alla fine degli anni ‘80 invasero l’Italia con le loro audiocassette contraffatte. In una scena si vedono i protagonisti appostarsi in un chiosco simile a questo e sfogliare tutte le riviste di elettronica per trovare un sistema per velocizzare le registrazioni. Finché l’edicolante sbotta: “Guagliò, ma ve lo volete accattare qualche giornale?”. Allora le edicole erano davvero un punto di riferimento per i giovani. Ma la verità, a dispetto della narrazione catastrofista che viene fatta, è che, almeno in parte, lo sono ancora».

Cioè?

«Prendiamo il caso di Topolino. Il fumetto si legge sicuramente meno rispetto a quando eravamo bambini noi, ma regge ancora benissimo perché l’editore si ingegna per trovare sempre formule nuove. Per esempio, per la Giornata nazionale del dialetto hanno distribuito, a seconda delle zone geografiche, numeri dove Topolino e Paperino parlano in siciliano, in fiorentino, in milanese... Risultato: sono andati a ruba.
Poi ci sono i giornali che si rivolgono a pubblici molto specializzati: fanno numeri piccoli, ma vanno bene.
Quindi la crisi delle edicole è causata in larga parte dagli editori che molto spesso fanno prodotti che il consumatore non vuole più, come i quotidiani, concepiti ancora come se Internet non esistesse e appesantiti da inserti che non legge nessuno, ma che incidono sul prezzo».

C’è stato un momento di svolta in negativo?

«Sì, le liberalizzazioni degli anni Duemila, fortemente volute dagli editori. Sono operazioni che funzionano se ci sono leve di concorrenza basate sul prezzo e la qualità del prodotto. Due pizzerie a cento metri una dall’altra possono avere un senso: chi fa la pizza più buona e al prezzo migliore vince, a vantaggio del consumatore.
Ma che senso ha dare la possibilità di moltiplicare senza regole luoghi dove vendere prodotti identici come i giornali dove i prezzi sono ovunque fissi?
E infatti nell’immediato sono nati tanti punti vendita, che però dopo poco hanno chiuso e ora anche i tabaccai e i benzinai non ne vogliono più sapere di vendere giornali. L’unico canale alternativo alle edicole è rimasta la grande distribuzione. Per il resto, c’è il deserto.
È stata sperperata una montagna di soldi pubblici che poteva essere usata per ammodernare i chioschi, per informatizzare la rete di vendita e il sistema dei resi, per fare della formazione seria a noi edicolanti».

Altri errori?

«Gli editori hanno fatto di tutto per allontanare i lettori dalle edicole. All’inizio hanno messo online gratis le versioni cartacee dei giornali. E poi hanno regalato giornali dappertutto: nelle metropolitane, sui treni, sugli aerei, nelle scuole, negli alberghi.
Il messaggio è stato: perché andate a comprare il giornale in edicola? Ve lo regaliamo noi.
E così, leggere una notizia verificata, approfondita, per molte persone non è più un bene per cui vale la pena spendere dei soldi. Vista la situazione, molti edicolanti per sopravvivere hanno trasformato il loro chiosco in un bazar dove i giornali sono solo una nicchia, in mezzo a fiori e souvenir.
E se un lettore viene in quell’edicola e scopre che il suo giornale preferito non c’è, magari non lo comprerà più perché l’edicola successiva è a cinque chilometri di distanza».

C’è la possibilità di invertire la rotta?

«Sì, a patto che gli editori finalmente riconoscano l’importanza strategica delle edicole. Se accettassero di aumentare anche di poco il nostro margine di profitto sulle vendite delle copie, per noi sarebbe una boccata d’ossigeno fondamentale.
E poi potrebbero coinvolgerci di più nella distribuzione. In molti Comuni non c’è più nemmeno un’edicola perché i distributori non ritengono conveniente consegnare lì e quindi anche il giornalaio più volenteroso è costretto a chiudere.
Moltissimi abbonati, inoltre, non rinnovano più perché ricevono il loro giornale a casa con giorni di ritardo o non lo ricevono proprio.
Come rimediare? Faccio un esempio che sta funzionando e potrebbe essere replicato. La Stampa ha da poco lanciato La Carta Quotidiana per gli abbonati: è una tessera nominativa che ti consente di ritirare la copia ogni giorno, tra le numerose edicole che aderiscono al servizio, attivo per ora in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
Così mi basta trovare l’edicolante più vicino a casa che aderisce al servizio e sono sicuro di trovare sempre il mio giornale fresco d’uscita. Ma anche se vado in vacanza in Liguria, mi basta trovare l’edicola convenzionata, presentare la tessera e ritirare il giornale anche lì».

Le istituzioni invece come si stanno comportando?

«Molto meglio. Hanno compreso l’importanza dell’edicola per una comunità. L’ha capito il Governo, ma soprattutto i Comuni: abbiamo stipulato un accordo con l’Anci che prevede una serie di finanziamenti e detassazioni su misure come la Tari e l’occupazione del suolo pubblico».

Quanto guadagna oggi un edicolante in media?

«Non più di 1.300 euro al mese, anche se c’è chi riesce a fatturare anche 6 mila euro a settimana.
La verità è che avremmo anche noi bisogno di un grande ricambio generazionale: ci vorrebbero tanti giovani intraprendenti, capaci di inventarsi iniziative per tornare a fare dell’edicola un centro culturale del quartiere».

Come vede il vostro futuro?

«Nonostante tutto sono ottimista. Le edicole chiudono, ma non come in passato e sempre più vedo in giro giovani colleghi.
Ma soprattutto io ho fiducia nella carta. Gli studi concordano sul fatto che i contenuti letti su carta vengono compresi e memorizzati molto meglio, tanto che molte scuole all’estero hanno abolito i tablet per tornare a carta e penna.
I giornali possono avere un futuro, ma i primi a crederci devono essere gli editori».

Leggi l’intervista su Famiglia Cristiana n. 35/2026



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Bonus Edicola, SNAG-Confcommercio al Governo: “Servono risorse adeguate al reale fabbisogno della rete di vendita”

31 Luglio 2026

In un contesto di grave crisi per le edicole, i bonus adottati dal Governo in questi anni si sono rivelati una misura assolutamente essenziale e particolarmente efficace per contrastare il trend di chiusure delle edicole (che nel 2025 è sceso al 3,6%).

La rete di vendita della stampa è una infrastruttura democratica essenziale per garantire l’accesso alla stampa e il pluralismo informativo. La vendita delle copie cartacee è assolutamente preponderante nel mercato italiano e quasi il 90% dei ricavi da vendite della stampa deriva dal canale edicole.

Da qui la richiesta di SNAG-Confcommercio al Sottosegretario Alberto Barachini di destinare alle edicole risorse adeguate al reale fabbisogno della rete di vendita. “Abbiamo incontrato di recente il Sottosegretario - ha ricordato il Presidente SNAG Renato Russo - ricevendo attenzione e ascolto e la conferma di misure ad hoc per le edicole nel 2026/2027.”

Secondo il Presidente SNAG: “I bonus del Governo sono determinanti per garantire una rete di vendita capillare sul territorio nazionale. Questa misura si è rilevata particolarmente efficace nel contrastare la desertificazione delle edicole. Nel corso del 2025, le risorse stanziate per la misura di sostegno sono risultate inferiori rispetto al reale fabbisogno espresso dalla rete di vendita. A fronte di richieste complessive pari a circa 12 milioni di euro, lo stanziamento effettivamente disponibile è stato pari a 10 milioni di euro, rendendo necessario procedere a un riparto proporzionale delle risorse tra i soggetti aventi diritto.”

Alla luce di tale situazione, viene rappresentata da SNAG la necessità di richiedere al Governo un ulteriore impegno finalizzato al reperimento di risorse adeguate e coerenti con le effettive esigenze della categoria. Viene sottolineato, infatti, come la rete di vendita delle edicole, pur svolgendo un ruolo rilevante quale presidio territoriale di informazione, cultura e servizio alla collettività, risulti destinataria di una quota di sostegni economici di fatto contenuta rispetto alle risorse complessivamente destinate dal Fondo per l’editoria.

Si ribadisce pertanto l’opportunità di un intervento volto a garantire una maggiore corrispondenza tra le risorse disponibili e il fabbisogno reale degli operatori, al fine di assicurare un adeguato sostegno alla continuità e alla sostenibilità della rete di vendita. “Il bonus edicola - conclude il Presidente SNAG-Confcommercio - ha avuto un impatto oggettivamente positivo, una misura straordinariamente efficace che merita di essere confermata e rafforzata. Investire sulla rete di vendita e sulla capillare diffusione della stampa significa investire nel pluralismo informativo, nella crescita culturale, nella partecipazione democratica e nella coesione sociale del paese.”



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Il Governo conferma il Bonus Edicola 2026

23 Luglio 2026

Nel corso dell’incontro svoltosi il 21 luglio presso il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Sen. Alberto Barachini, la FIEG e le organizzazioni sindacali rappresentative degli edicolanti, il Governo ha confermato l’intenzione di rifinanziare anche per il 2026 il Bonus Edicola.

La misura ha rappresentato, negli ultimi anni, un importante strumento di sostegno alle rivendite di giornali e periodici, contribuendo a contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale e, conseguentemente, quello della desertificazione informativa.

In occasione dell’incontro, editori e organizzazioni sindacali hanno inoltre presentato un documento unitario strategico dedicato alla tutela, alla modernizzazione e al rilancio della rete di vendita e distribuzione della stampa, riconosciuta quale infrastruttura essenziale per garantire il pluralismo dell’informazione e il diritto dei cittadini ad accedere a un’informazione libera, professionale e di qualità.

Il documento individua le principali priorità sulle quali costruire una strategia nazionale di lungo periodo per il settore. Tra queste:

  • la stabilizzazione delle misure di sostegno alle edicole e ai distributori locali;
  • il rafforzamento del Bonus Edicola, con l’ampliamento delle spese ammissibili, l’incremento del contributo massimo e nuove misure a favore delle aperture e dei subentri;
  • il sostegno alla digitalizzazione e alla modernizzazione della rete di vendita;
  • il riconoscimento della distribuzione e della vendita della stampa quale servizio di interesse generale;
  • l’istituzione di un Piano nazionale e di un tavolo permanente dedicati alla rete di distribuzione e vendita della stampa.

“La conferma del Bonus Edicola è un risultato importante e rappresenta un segnale concreto di attenzione verso il settore, ma non possiamo limitarci a ragionare anno dopo anno sui contributi – dichiara il Presidente nazionale SNAG, Renato Russo –. Le misure di sostegno economico sono importanti, ma da sole non bastano. Serve una visione di lungo periodo e, soprattutto, un luogo permanente di confronto istituzionale che accompagni le scelte per il futuro della rete di vendita. Per questo riteniamo fondamentale l’istituzione di un Piano nazionale e di un tavolo permanente, che consentano di affrontare in maniera organica le criticità del settore, programmare gli interventi necessari e valorizzare il ruolo delle edicole come presidio di informazione, cultura e servizi di prossimità.”

SNAG continuerà a lavorare, insieme alle altre organizzazioni della categoria e agli editori, affinché gli impegni assunti dal Governo si traducano in provvedimenti concreti, in grado di garantire un futuro sostenibile alla rete di vendita della stampa e di tutelare il pluralismo dell’informazione.

Scarica QUI il comunicato stampa congiunto sottoscritto da SNAG-Confcommercio, SINAGI, UILTuCS e FENAGI



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Positivo il primo incontro con la Conferenza unificata delle Regioni e delle Provincie autonome

17 Luglio 2026

Nella giornata di ieri lo SNAG, insieme a Fieg e alle altre associazioni di categoria, hanno incontrato la Conferenza Unificata delle Regioni e delle Provincie autonome, con la presenza del Coordinatore della Commissione Affari Istituzionali, Marco Gabusi, e del Coordinatore della Commissione Sviluppo Economico, Giacomo Bugaro, incaricati dal Presidente Massimiliano Fredriga di seguire il tavolo dedicato alla rete di vendita.

Per SNAG il Presidente Renato Russo ha dato atto degli interventi di sostegno regionale posti in essere in questi mesi (Toscana, Lazio, Abruzzo e Molise) che rappresentano esempi virtuosi e esperienze da cui attingere per estendere un modello a tutte le Regioni e dei significativi interventi normativi intrapresi da Regioni (quali la recentissima Legge in Abruzzo e il Regolamento sull’attività vendita e distribuzione nella Regione Marche).

Il Presidente SNAG ha ricordato (con dati precisi e documentati) come il fenomeno della desertificazione sia comune a tutte le regioni italiane e interessi ormai anche le città (dove particolare attenzione deve essere riservata ai chioschi). Il 38% dei Comuni non ha più un punto vendita ed il 30% ne ha uno solo (ed è quindi a rischio desertificazione).

SNAG ha quindi proposto:

  1. La creazione di fondi Regionali per il sostegno alla rete di vendita e per l’ammodernamento tecnologico e lo sviluppo competitivo delle rivendite della stampa;
  2. Il riconoscimento normativo dell’attività di distribuzione e vendita della stampa come servizio di interesse generale;
  3. L’ampliamento dei beni e servizi erogati al pubblico attraverso una semplificazione amministrativa e nel rispetto della normativa privacy;
  4. L’istituzione di un Tavolo permanente per lo sviluppo della rete di vendita e la tutela del pluralismo informativo e della diffusione della stampa.

Secondo il Presidente Russo “Le Regioni possono fare molto per la rete di vendita con la creazione di fondi dedicati alle edicole per garantire sostenibilità e sviluppo. La promozione della sostenibilità economica-finanziaria delle rivendite e della capillarità della rete, non tutela solo le micro imprese del settore (con i relativi livelli occupazionali), ma deve essere intesa come una forma di tutela diretta del pluralismo informativo.”

Anche Fieg ha chiesto interventi economici di sostegno alla rete di vendita strutturali perché – secondo il Presidente Riffeser “La progressiva riduzione della rete di vendita della stampa non è soltanto un problema economico o commerciale. È una questione di interesse pubblico che riguarda il pluralismo dell’informazione, la coesione territoriale e la qualità della nostra democrazia. Chiediamo alle Regioni di considerare il sostegno alla rete delle edicole come un investimento strategico per garantire a tutti i cittadini il diritto a un’informazione professionale, verificata e pluralista.”

L’Assessore Bugaro ha confermato l’estremo interesse per il mantenimento di una rete dedicata alla vendita della stampa, perché l’assenza di punti vendita porta ad un “impoverimento culturale e democratico”: l’accesso alla stampa non è solo un servizio che consente ai cittadini di informarsi ma anche di “meditare opportunamente” sulle notizie.

Per l’Assessore Gabusi – che ha orgogliosamente rivendicato di essere figlio e fratello di edicolante – le edicole sono un presidio culturale, un luogo di confronto e ritrovo per la cittadinanza che devono essere tutelate e sostenute nel loro sviluppo.

La Conferenza Unificata ha quindi confermato che verranno analizzati i documenti trasmessi dalle categorie (SNAG ha già inviato un proprio documento) e la Conferenza, nell’ambito delle proprie competenze, ha dichiarato che intende formulare delle proposte proprie per affrontare le problematiche esposte.



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Scuola, quotidiani ed edicole: le proposte per rafforzare lettura e pensiero critico nelle nuove generazioni

24 Giugno 2026

Si è tenuto oggi presso la Fondazione Luigi Einaudi, il convegno dal titolo “La fatica di comprendere. Lettura, scuola e spirito critico nell’era digitale”, promosso da SNAG-Confcommercio in collaborazione con l’Osservatorio Carta, Penna & Digitale.

Sono intervenuti Alberto Barachini (Sottosegretario di Stato con Delega all’informazione e all’editoria), Paola Frassinetti (Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito), Andrea Cangini (Segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi e Direttore dell’Osservatorio Carta, Penna & Digitale), Renato Russo (Presidente SNAG-Confcommercio), Carlo Fontana (Presidente Impresa Cultura Italia-Confcommercio) e Andrea Riffeser Monti (Presidente FIEG - Federazione Italiana Editori Giornali).

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, editoria, scuola e rappresentanze culturali su uno dei temi più rilevanti del nostro tempo: la crescente diffusione dell’analfabetismo funzionale e la necessità di rafforzare nelle nuove generazioni la capacità di comprendere, interpretare e valutare criticamente le informazioni.

La scuola, l’informazione professionale, l’editoria e la rete delle edicole, quali presìdi culturali sul territorio, possono contribuire in modo significativo a questo obiettivo comune.

A tal fine SNAG-Confcommercio, l’Osservatorio Carta, Penna & Digitale e Impresa Cultura Italia-Confcommercio hanno proposto una nuova alleanza tra scuola, cultura, informazione e rete di vendita della stampa per rafforzare le competenze di lettura, comprensione e pensiero critico delle nuove generazioni attraverso la lettura dei quotidiani e periodici.

In questo contesto è stato proposto inoltre di realizzare, presso le istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado, progetti educativi che prevedano la lettura e l’analisi in classe di prodotti editoriali cartacei, favorendo il confronto tra diverse fonti informative e sostenendo al contempo la propensione alla lettura sulla carta quale fondamentale pratica culturale, cognitiva ed educativa.

Tra le proposte anche quella di estendere i contributi pubblici previsti per gli abbonamenti a quotidiani e riviste nelle scuole all’acquisto di pubblicazioni quotidiane e periodiche in edicola e quella di estendere al “Bonus Valore Cultura” e alla “Carta del Docente” la possibilità di acquistare quotidiani e periodici direttamente presso la rete delle edicole.

Secondo il Presidente SNAG-Confcommercio Renato Russo le proposte qui formulate intendono valorizzare strumenti già esistenti e promuovere una collaborazione concreta tra istituzioni, scuola, editoria e territorio. L’obbiettivo è quello di creare nuovi lettori di giornali e di formare cittadini più consapevoli e più liberi.

Come evidenziato da Andrea Cangini leggere su supporto cartaceo favorisce la memorizzazione, la concentrazione, la comprensione dei testi e la capacità di elaborare pensieri complessi.

Il Sottosegretario Alberto Barachini ha mostrato attenzione per le proposte formulate ed ha confermato che anche per il 2026 vi saranno misure di sostegno dedicate alla rete delle edicole.



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La fatica di comprendere: perché carta e lettura tornano al centro del dibattito educativo

17 Giugno 2026

Negli ultimi anni la scuola ha vissuto una profonda trasformazione grazie all’introduzione delle tecnologie digitali. Tablet, computer e piattaforme online hanno ampliato le opportunità di apprendimento e reso più immediato l’accesso alle informazioni. Oggi, tuttavia, sempre più studiosi, educatori e istituzioni internazionali invitano a una riflessione sull’equilibrio tra innovazione tecnologica e sviluppo delle competenze cognitive fondamentali.

Un contributo particolarmente significativo arriva da Andrea Cangini, direttore dell’Osservatorio “Carta, Penna & Digitale” della Fondazione Luigi Einaudi, intervenuto recentemente sulle pagine del settimanale Gente sul tema del ritorno alla scrittura a mano e alla lettura su carta nelle scuole di diversi Paesi europei.

Come evidenziato da Cangini, non si tratta di una contrapposizione ideologica al digitale né di una nostalgia per il passato. Al contrario, numerose ricerche neuroscientifiche dimostrano che scrivere a mano e leggere su supporto cartaceo favoriscono la memorizzazione, la concentrazione, la comprensione dei testi e la capacità di elaborare pensieri complessi.

Un orientamento che trova riscontro nelle scelte adottate da diversi sistemi scolastici europei e nordamericani, dove si sta assistendo a una rivalutazione degli strumenti tradizionali dell’apprendimento accanto alle nuove tecnologie.

La questione assume oggi una rilevanza ancora maggiore alla luce della crescente diffusione dell’analfabetismo funzionale: una condizione che non riguarda la capacità di leggere in senso stretto, ma la difficoltà di comprendere, interpretare e utilizzare correttamente le informazioni.

In un contesto caratterizzato da un flusso continuo di contenuti digitali, spesso consumati in modo rapido e frammentato, la lettura approfondita rappresenta uno strumento essenziale per sviluppare attenzione, spirito critico e consapevolezza civica.

È proprio da queste considerazioni che nasce il convegno “La fatica di comprendere. Lettura, scuola e spirito critico nell’era digitale”, promosso da SNAG – Confcommercio in collaborazione con l’Osservatorio “Carta, Penna & Digitale” della Fondazione Luigi Einaudi, in programma il prossimo 24 giugno a Roma presso la Fondazione Luigi Einaudi.

L’iniziativa intende aprire un momento di confronto tra istituzioni, mondo della scuola, editoria e rappresentanze culturali sul rapporto tra lettura, formazione e partecipazione democratica, affrontando il tema dell’analfabetismo funzionale come una delle principali sfide educative del nostro tempo.

In questo scenario assume particolare valore anche il ruolo dei quotidiani e della rete delle edicole. Lontane dall’essere semplici punti vendita, le edicole rappresentano infatti presìdi culturali diffusi sul territorio, luoghi di accesso all’informazione professionale, al pluralismo delle opinioni e alla conoscenza.

Promuovere la lettura dei giornali tra i giovani significa offrire strumenti concreti per comprendere la realtà, distinguere le fonti autorevoli, sviluppare capacità di analisi e costruire una cittadinanza più consapevole.

Come maggiore Associazione rappresentante degli edicolanti italiani, riteniamo che investire nella cultura della lettura significhi investire nel futuro del Paese. SNAG continuerà a sostenere ogni iniziativa volta a valorizzare la lettura, l’informazione di qualità e il ruolo delle edicole come presìdi culturali e civici al servizio delle comunità locali.



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Abbonamenti in edicola, SNAG non firma il protocollo FIEG

12 Giugno 2026

SNAG-Confcommercio ha deciso di non sottoscrivere il protocollo sulla domiciliazione degli abbonamenti in edicola proposto da FIEG. Una scelta maturata al termine del confronto con la Federazione Italiana Editori Giornali e condivisa anche da UILTuCS-Giornalai e USIAGI-UGL.

La decisione non rappresenta una chiusura nei confronti della domiciliazione degli abbonamenti, che SNAG considera uno strumento potenzialmente utile per creare nuove opportunità commerciali per le rivendite. Al contrario, SNAG ritiene che proprio per valorizzare questo modello sia necessario costruire un progetto realmente innovativo, capace di riconoscere alle edicole il ruolo strategico che svolgono nella filiera editoriale.

Secondo SNAG, il protocollo presentato da FIEG si limita infatti a riproporre modelli già presenti sul mercato, senza introdurre elementi di novità, senza prevedere investimenti concreti sul canale edicola e senza accogliere le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali per garantire maggiore competitività e sostenibilità alla rete di vendita.

Tra le proposte formulate da SNAG vi erano alcuni principi considerati fondamentali: la non discriminazione del canale edicola rispetto al canale postale nelle politiche commerciali rivolte ai consumatori, la parità delle offerte promozionali e il riconoscimento di una maggiore remunerazione per gli abbonamenti acquisiti direttamente dalle rivendite.

“Non ha senso chiedere alle edicole di promuovere gli abbonamenti – sottolinea il Presidente nazionale SNAG Renato Russo – quando all’interno delle pubblicazioni distribuite nelle stesse edicole continuano a comparire offerte e cartoline promozionali che indirizzano il lettore verso l'abbonamento postale, spesso a condizioni più vantaggiose. Una situazione che rischia di sottrarre clientela alla rete di vendita e che non può essere ulteriormente avallata”.

La delusione espressa da SNAG non riguarda esclusivamente il tavolo sulla domiciliazione degli abbonamenti. Permangono infatti criticità anche negli altri ambiti di confronto con gli editori, dalla remunerazione per inserti e compiegamenti alla digitalizzazione, fino ai temi dell'equità nei rapporti distributivi e della sostenibilità economica delle rivendite.

Nonostante la mancata firma del protocollo, SNAG conferma la propria disponibilità al dialogo e al confronto con tutte le componenti della filiera editoriale. In questa prospettiva, insieme a FIEG e alle altre organizzazioni sindacali, è stato condiviso l’invio di comunicazioni al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, al Presidente dell’ANCI e al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per sollecitare misure strutturali a sostegno della rete delle edicole.

L’obiettivo resta quello di costruire strumenti realmente efficaci per rafforzare il sistema delle rivendite, garantire maggiore redditività alle imprese del settore e assicurare un futuro alla rete che continua a rappresentare un presidio essenziale di informazione e servizio per i cittadini.

Scarica QUI il comunicato stampa di SNAG-Confcommercio, UILTuCS Giornalai e USIAGI-UGL



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SNAG al Salone Internazionale del Libro di Torino

18 Maggio 2026

Distribuzione, cultura e territori: il confronto tra le realtà di Impresa Cultura Italia si rafforza

Il Salone Internazionale del Libro di Torino si conferma uno dei principali appuntamenti culturali italiani, capace di riunire editori, librai, edicolanti, imprese culturali, operatori del settore, un pubblico numeroso e una quantità sorprendente di scolaresche e bambini, tutti presenti in un grande spazio di confronto sul futuro della cultura e della lettura.

In questo contesto si è svolto il convegno “Le imprese della cultura e la distribuzione” , promosso da ALI - Associazione Librai Italiani con la presenza del suo Presidente Paolo Ambrosini. Hanno inoltre partecipato Carlo Fontana, Presidente Impresa Cultura Italia, Massimo Torti, Segretario Generale Federmoda e Renato Russo, Presidente nazionale SNAG.

L’incontro, costruito attraverso interventi brevi e dinamici, ha favorito un confronto agile ma sostanziale tra i protagonisti dei diversi settori culturali, affrontando il tema della distribuzione non soltanto dal punto di vista commerciale, ma soprattutto come elemento strategico per garantire pluralismo, prossimità e accesso alla cultura.

Ad aprire i lavori è stato Carlo Fontana, che ha introdotto il quadro generale del dibattito sottolineando come il tema della distribuzione culturale sia oggi decisivo per la tenuta dell’intero sistema culturale italiano.

A coordinare il confronto è stata Giulia Favero, che ha saputo guidare il dialogo con grande equilibrio e competenza, valorizzando le specificità dei diversi comparti e mantenendo sempre centrale il tema della relazione tra cultura, territori e reti distributive. La sua conduzione ha contribuito a mettere in evidenza il ruolo crescente di Impresa Cultura Italia come luogo stabile di confronto tra associazioni, categorie e imprese culturali.

Al centro della discussione il rapporto tra cultura e distribuzione, affrontato in una prospettiva ampia, capace di andare oltre la semplice collocazione commerciale del prodotto. È emersa con forza la necessità di costruire sistemi distributivi in grado di garantire biodiversità culturale, pluralità dell’offerta e punti di contatto reali con i cittadini.

In questo senso particolarmente significativo è stato l’intervento del Presidente nazionale SNAG Renato Russo, che ha ribadito il valore culturale delle edicole come presidio di prossimità. “Oggi siamo qui al Salone del Libro perché come SNAG vogliamo rappresentare la presenza di un mondo culturale che è quello della stampa quotidiana e periodica”, ha spiegato Russo, sottolineando l’importanza del confronto con il mondo delle librerie sui temi della distribuzione. Il Presidente SNAG ha ricordato come le edicole contribuiscono alla diffusione della lettura anche attraverso le vendite abbinate di libri e quotidiani, un modello distributivo che permette di portare la cultura in modo capillare nei territori e nelle comunità locali. Russo ha inoltre evidenziato come la crisi vissuta dalle edicole derivi in larga parte dalle difficoltà strutturali dell’editoria e da un sistema distributivo che necessita di essere ripensato. Occorre investire in nuovi modelli di prossimità, anche tecnologici, capaci di mantenere vivo il rapporto diretto con i cittadini.

Il tema delle criticità distributive è stato ripreso anche da Paolo Ambrosini, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra librerie, edicole e realtà culturali. Per Ambrosini, la distribuzione libraria vive oggi forti squilibri determinati dal peso delle grandi concentrazioni editoriali, che finiscono spesso per condizionare il mercato e penalizzare le librerie indipendenti. È importante costruire alleanze tra tutti i soggetti della cultura per difendere pluralismo e diffusione della lettura. Il Presidente ALI ha inoltre insistito sul valore dei luoghi fisici della cultura: librerie ed edicole non sono semplici punti vendita, ma spazi di relazione, incontro e formazione del pensiero critico. “La grande sfida della lettura non si può vincere soltanto con il digitale”, ha ricordato, evidenziando l’importanza della presenza umana e territoriale nella promozione culturale.

Nel suo intervento Carlo Fontana ha richiamato il ruolo della distribuzione come strumento fondamentale per salvaguardare il pluralismo culturale e quindi, indirettamente, la qualità democratica del Paese. Fontana ha definito il Salone del Libro “la manifestazione più importante in Italia per il mondo del libro” e ha sottolineato l’importanza di creare sistemi distributivi capaci di valorizzare la diversità culturale e non soltanto le logiche di concentrazione commerciale. Un segnale incoraggiante, secondo il Presidente di Impresa Cultura Italia, arriva dalla forte presenza di giovani e scolaresche nei padiglioni del Salone, testimonianza concreta di un interesse ancora vivo verso la lettura e la cultura.

A portare una prospettiva trasversale è stato anche Massimo Torti, che ha collegato il tema della cultura a quello della bellezza, della relazione e del commercio di prossimità. Torti ha ribadito come moda, distribuzione commerciale e cultura condividano il bisogno di raccontare qualità, competenza e identità territoriale. Secondo il segretario generale di Federmoda, i negozi di prossimità continuano ad avere un ruolo essenziale nel creare relazioni autentiche con i cittadini e nel trasmettere valore attraverso la professionalità e la conoscenza. Torti ha parlato del rischio di omologazione dell’offerta provocato dalle grandi catene distributive, fenomeno che tende a comprimere il ruolo dei negozi indipendenti e del commercio territoriale, che rappresenta un elemento essenziale di identità urbana.

Nel corso del confronto è emerso anche il tema del digitale e del mercato online, affrontato come elemento trasversale a tutti i comparti. Se da un lato le nuove tecnologie rappresentano un’opportunità, dall’altro è stata condivisa la necessità di preservare il valore della relazione fisica e della presenza territoriale, evitando che la distribuzione culturale venga ridotta esclusivamente a dinamiche algoritmiche o commerciali.

L’incontro torinese ha così confermato la crescente vitalità del confronto all’interno di Impresa Cultura Italia Confcommercio, realtà che sta assumendo sempre più il ruolo di laboratorio permanente di idee, esperienze e proposte tra le diverse categorie della filiera culturale. Un percorso condiviso che punta a rafforzare il legame tra cultura, territori e imprese, nella convinzione che librerie, edicole e attività culturali rappresentino ancora oggi un presidio fondamentale di partecipazione, pluralismo e coesione sociale.



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