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Dal 30 giugno scattano le sanzioni per chi non accetta pagamenti con carta e bancomat

27 Giugno 2022

Ultimissimi giorni per mettersi in regola prima dell’entrata in vigore, giovedì 30 giugno, delle sanzioni amministrative per quei commercianti (ma anche artigiani e professionisti) che non accetteranno pagamenti elettronici.

Gli edicolanti non sono esonerati dalla norma e devono quindi mettere la clientela in condizione di poter pagare giornali e riviste anche con carte di debito o credito tramite Pos.

Chi non si mette in regola rischia di essere multato con un’ammenda pari a 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale è stato rifiutato il pagamento elettronico.

Inizialmente le sanzioni dovevano entrare in vigore a inizio 2023, ma il Governo ha deciso – con il Decreto legge 36 del 30 aprile 2022 approvato dal Consiglio dei ministri (“Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Pnrr”) di anticipare di sei mesi, al 30 giugno 2022, la loro introduzione nel rispetto delle riforme contro l’evasione fiscale legate ai fondi del PNRR.

Applaudono le Associazioni dei consumatori, che chiedevano da tempo un inasprimento della legislazione. L’obbligo per i negozianti di dotarsi del POS risale infatti al giugno 2014 ma, in assenza di sanzioni per chi non accettava pagamenti con carta e bancomat, molti commercianti non si sono mai preoccupati di adeguarsi alla normativa. Dal 30 giugno, però, tutto cambia.

Tuttavia, sono sempre le stesse Associazioni di consumatori a spezzare una lancia in favore dei commercianti sollecitando l’abolizione delle commissioni sui micropagamenti in modo da incentivare l’utilizzo di carte e bancomat sempre e comunque, senza più scuse da parte dei negozianti. Una richiesta condivisa anche da molti negozianti e che interessa in particolare gli edicolanti considerando il costo modesto di un giornale.

Chiarissima, su questo punto, anche la posizione espressa da Confcommercio: “La diffusione dei pagamenti elettronici va perseguita mettendo in campo scelte decise di abbattimento delle commissioni e dei costi a carico di consumatori ed imprese. A partire dal potenziamento dello strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente, e prevedendo la gratuità dei cosiddetti micropagamenti. Puntare asimmetricamente sulle sanzioni non giova ai processi di modernizzazione del sistema dei pagamenti: processi, peraltro, già in pieno sviluppo”.

Pubblicità in frenata dopo il boom del 2021. Stampa sempre più marginale

17 Giugno 2022

Gli investimenti pubblicitari in Italia hanno raggiunto nel 2021 un valore di 9,3 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 18% rispetto all’anno precedente. Una percentuale che si traduce in un aumento rispetto all’anno precedente di circa 1,4 miliardi di euro.

Un risultato ampiamente positivo, che trova sostegno nella crescita eccezionale che ha caratterizzato l’anno scorso la nostra economia (più 6,6% la crescita del Pil italiano) e che ha consentito al settore di recuperare per intero la flessione dell’8% con cui il mercato aveva archiviato il 2021, l’anno dello scoppio della pandemia.

Sono alcuni dei dati di sintesi rilasciati dall’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano. Che prevede però, per il 2022, un rallentamento con una crescita degli investimenti pubblicitari che dovrebbe attestarsi attorno al 3% arrivando a 9,6 miliardi di euro.

Andando ad analizzare più da vicino l’andamento del settore nel 2021, emerge che la quota maggiore di investimenti pubblicitari viene assorbita da internet. L’anno scorso la pubblicità sul web è aumentata del 24% raggiungendo la cifra di 4,3 miliardi di euro e ora assorbe il 46% del mercato pubblicitario.

Si tratta di quasi la metà del mercato pubblicitario ma è bene ricordare che tale cifra va quasi interamente a beneficio dei grandi gruppi tecnologici che dominano internet e che raccolgono quasi l’80% della pubblicità che veicola sul canale online.

In questo ambito, inoltre, si registra la buona crescita del mobile advertising. Gli investimenti su smartphone l’anno scorso sono aumentati del 27% raggiungendo i 2,4 miliardi di euro.

Subito dopo internet viene la tv, con investimenti in aumento del 14% e una quota di mercato pari al 40%. In crescita, infine, anche se di pochissimo, la pubblicità sulla carta stampata, aumentata del 4% rispetto al 2020 attestandosi su una quota di mercato che appare sempre più marginale, pari al 7% del totale.

Il 2021 è stato un anno di raccolta positiva anche per la radio. Il canale radiofonico rappresenta una quota di mercato del 4% e l’anno scorso ha registrato una crescita del 10%. Bene, infine, anche il canale Out of Home (OOH) che rappresenta appena il 3% del mercato con un incremento che l’anno scorso è stato pari al 16%.

Arriva in edicola L'Identità

16 Giugno 2022

Debutta oggi in edicola un nuovo quotidiano, L’Identità. L’editore è una cooperativa di giornalisti, la Società Cooperativa Giornalisti Europei, che ha deciso di lanciare la nuova iniziativa editoriale affidandosi al progetto del direttore Alessandro Sansoni, analista e opinionista sui temi della politica interna e internazionale e con un passato come giornalista nelle agenzie di informazione.

Il quotidiano sarà "indipendente, conservatore e libertario", come lo definiscono gli stessi ideatori. Inoltre, "intende promuovere i valori della persona, del lavoro e dell’impresa, puntando sulla cultura profonda dei popoli europei, con un particolare sguardo rivolto al Mezzogiorno e alla vocazione mediterranea dell’Italia, e al suo ruolo geopolitico e manifatturiero".

Massima attenzione sarà data agli sviluppi dello scenario internazionale ma anche alle notizie locali, perchè "è essenziale avere uno sguardo sul territorio", oltre che alla cultura che è ciò che delinea l'identità di ogni persona.

Oltre al quotidiano cartaceo di 24 pagine, in edicola dal martedì al sabato, la testata sarà presente anche online e sui principali social. A capo della redazione c’è Alessio Postiglione, ex addetto stampa di numerose istituzioni italiane ed europee, e già collaboratore di varie testate nazionali.

In questa fase di crisi della stampa, specie di quella cartacea, non possiamo che apprezzare la nuova iniziativa che va a rafforzare il pluralismo dell’informazione arricchendo l’offerta editoriale.

Vendite quotidiani in edicola, ad aprile segnali di stabilizzazione

10 Giugno 2022

I dati di aprile sulle vendite di quotidiani in edicola resi noti da ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) indicano per molte testate una sorta di stabilizzazione. I segni negativi prevalgono, ma rispetto al mese precedente il calo delle vendite riguarda poco più che una manciata di copie. Resta invece ancora ampio, ma meno che in passato, il divario con le copie vendute nell’analogo mese dell’anno precedente. Analizziamo nel dettaglio i dati.

Partiamo dal Corriere della Sera, che si conferma il quotidiano più letto dagli italiani con 148.723 copie vendute in edicola nel mese di aprile: il 2,8% in meno rispetto a quelle del mese precedente e il 7,4% in meno rispetto a un anno prima. Stabili attorno ai minimi storici le vendite di Repubblica. L’ammiraglia del gruppo GEDI ha venduto in edicola 87.389 copie, 265 in meno rispetto alle 87.654 di marzo. Rispetto a un anno prima, però, la contrazione resta marcata, con un meno 22,99%. Sono state 68.074 le copie vendute in edicola per La Stampa, l’1,8% in meno rispetto a marzo 2022 e il 3,2% in meno rispetto a marzo 2021.

Buona tenuta del dato mese su mese anche per le tre testate del gruppo QN. Il Resto del Carlino conteggia vendite per 62.387 copie, 269 in meno rispetto a marzo, ma il 9,57% in meno rispetto alle quasi 69.000 di un anno prima. La Nazione si ferma a 40.576 copie, con un modesto calo del 2% rispetto a marzo, ma con una contrazione del 13,38% rispetto ad aprile 2021. Il Giorno si attesta sulle 18.634 copie vendute in edicola, 260 in meno rispetto a marzo, ma con un calo del 10,73% rispetto ad aprile 2021. Passando agli altri quotidiani, restano stabili le vendite per Avvenire: 5.573 ad aprile, in aumento rispetto alle 5.465 di un anno prima.

Pe quanto riguarda i giornali d’opinione, segnaliamo la flessione di copie per La Verità, che mette un freno al trend controcorrente degli ultimi anni. Ad aprile il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro ha venduto 26.938 copie, il 4,1% in meno rispetto a marzo, mantenendo comunque un netto sogno positivo rispetto ad un anno prima: più 10,9%. Ad aprile perde il 2,5% di copie Il Giornale rispetto al mese precedente, con una flessione di oltre il 19% rispetto all’analogo periodo 2021. 700 copie in meno rispetto al mese precedente per Libero, che si ferma a 18.070 copie, il 16,2% in meno rispetto alle quasi 21.000 vendute in edicola ad aprile 2021. Con vendite in aprile per 6.619 copie perde quasi il 9% il Manifesto rispetto a marzo, il 17,6% in meno rispetto alle oltre 8.000 vendute ad aprile 2021.

In riferimento agli economici, perde copie Il Sole 24 Ore, 24.726 quelle vendute in edicola in aprile, il 2,12% in meno rispetto a marzo e addirittura il 26,4% in meno rispetto alle 33.611 vendute ad aprile 2021. Crescono invece le vendite per Italia Oggi che salgono a 6.722, il 23% in più rispetto al mese precedente ma il 9,2% in meno rispetto a anno prima.

Discorso a parte per i quotidiani sportivi. Vendite in crescita per La Gazzetta dello Sport che con 85.573 copie mette a segno un aumento di vendite del 2,8% rispetto al mese precedente e addirittura di quasi il 52% rispetto alle 56.326 copie di aprile 2021. Vendite in aumento (più 1,1%) anche per Tuttosport rispetto a marzo, ma in lieve flessione rispetto a un anno prima (meno 6%). Vendite stabili sopra le 34.000 copie, infine, per Il Corriere dello Sport: 34.309 ad aprile 2022, 34.710 a marzo 2022, 34.177 ad aprile 2021.

Edicole e giornali, presidio di libertà. Parte la campagna promossa da FIEG e edicolanti

09 Giugno 2022

Il 14 giugno partirà la campagna pubblicitaria promossa da FIEG in collaborazione con le organizzazioni sindacali degli edicolanti (SNAG, SI.NA.GI, UIL TuCS, FENAGI, Usiagi Ugl, CISL giornalai).

“COMPRA UN GIORNALE. SCEGLI L’INFORMAZIONE DI QUALITÀ. EDICOLE E GIORNALI, PRESIDIO PER LA LIBERTÀ” è il claim dell’annuncio che verrà riproposto sui principali quotidiani e riviste associati alla FIEG. La creatività è stata affidata a VMLY&R.

L’obiettivo del progetto comunicativo è quello di “sottolineare il valore dell’informazione di qualità” oltre che “sensibilizzare i cittadini sull’importanza di comprare e non solo di leggere i giornali perché l’acquisto rende la stampa libera e indipendente”.

Il messaggio intende anche “ribadire il ruolo delle edicole quale luogo fondamentale della diffusione della stampa, veri e propri spazi di democrazia e presidi di libertà".

L’invito è rivolto direttamente ai cittadini, per sensibilizzarli a recarsi in edicola ad acquistare un giornale dove trovare notizie approfondite e autorevoli.

Crescono i lettori di quotidiani e riviste

01 Giugno 2022

Secondo i dati contenuti nell’edizione Audipress 2022/I, sono stati 31,9 milioni gli italiani che hanno letto o sfogliato almeno uno dei principali titoli stampa su carta o digitale replica negli ultimi 30 giorni, pari al 60,2% della popolazione, lo 0,7% in più rispetto alla precedente indagine Audipress.

Da rilevare, inoltre, che sono apparsi in crescita i lettori di tutti i singoli comparti editoriali: Quotidiani 0,8%, Settimanali 0,5%, Mensili 2,1%.

É inoltre proseguito l’incremento dei lettori che preferiscono le edizioni digitali: sono ora 6 milioni, l’11,6% in più rispetto alla precedente edizione Audipress, ma rappresentano solo l’11,3% della popolazione restando quindi una quota piuttosto piccola.

“Le principali testate italiane dimostrano di saper rispondere alla richiesta di contenuti certificati e di qualità anche declinandosi in un sistema multipiattaforma, contribuendo ad arricchire un panorama multimediale complesso e diversificato”, ha osservato il Presidente di Audipress, Ernesto Mauri, secondo cui la pandemia ha abbassato le resistenze verso lo sviluppo digitale, creando nuove esigenze e consolidando nuovi comportamenti e abitudini.

I dati Audipress 2022/I sono il risultato di 33.642 interviste sulle abitudini di lettura e la fruizione delle principali testate italiane su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre, effettuate durante 35 settimane complessive, dal 19 aprile 2021 al 10 aprile 2022.

Gli italiani riscoprono le librerie fisiche. Boom dei manga

23 Maggio 2022

Sbaglia chi pensa che il fumetto non abbia sufficiente dignità letteraria per essere paragonato a un buon libro. Si tratta di un genere che non conosce crisi e che ha avvicinato alla lettura tanti giovani, e meno giovani, con prodotti di qualità e di raffinata bellezza artistica e grafica.

Vendite di fumetti in crescita nei primi 4 mesi dell'anno

L’anno scorso nelle librerie fisiche e online e nella grande distribuzione sono state vendute 11,543 milioni di copie di fumetti, corrispondenti ad un valore, a prezzo di copertina, di poco più di 100 milioni di euro (100,245 milioni per l’esattezza), secondo i dati forniti dall’Associazione Italiana Editori (AIE). Raffrontando tali dati con quelli del 2019, anno pre-pandemia, si scopre che le copie vendute sono quasi triplicate (più 256%) e il valore del venduto è quasi raddoppiato (più 175%).

La passione degli italiani per il fumetto continua. Nei primi quattro mesi dell’anno sono state vendute 3,586 milioni di copie (erano 2,862 milioni nell’analogo periodo 2021) per un valore, a prezzo di copertina, di 31,3 milioni di euro (contro i 24,8 milioni nei primi 4 mesi dell’anno precedente).

Boom per i manga: vendite quintuplicate rispetto al 2019

Naturalmente, non si può generalizzare quando si parla di fumetto. Degli oltre 100 milioni di euro spesi l’anno scorso in fumetti nelle librerie e nei supermercati, l’AIE fa sapere che oltre la metà, ossia 58,3 milioni (il 58,1%) sono stati spesi per l’acquisto di manga, che sono un po’ la novità che ha trainato il mercato. Basti pensare che nel 2019 le vendite erano pari a 11,2 milioni di euro. In pratica, in un paio d’anni le vendite in valore di manga in Italia sono più che quintuplicate. Sempre con riferimento al 2021, altri 29,7 milioni (il 29,7%) sono stati spesi in graphic novel, fumetti e comic strip e 12,2 milioni (il 12,2%) in fumetti per bambini e ragazzi.

I dati sono stati presentati in occasione della 34esima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che ha chiuso i battenti con numeri da record in termini di visitatori (168.732, battuto il record di ottobre) e editori presenti, a conferma dell'interesse che l'editoria libraria sta riscuotendo. Si tratta inoltre della prima volta che l'AIE diffonde i numeri che definiscono il mercato del fumetto in Italia, un'inziativa condotta in collaborazione con il programma Eudicom finanziato dalla Commissione Europea attraverso Europa Creativa.

Freno tirato per i libri nei primi quattri mesi dell'anno

Inizia invece con una flessione il 2022 per il mercato dei libro. In base ai dati comunicati dall'AIE, nei primi quattro mesi sono stati venduti 32 milioni di libri nei canali trade (librerie fisiche e online e grande distribuzione) per 469 milioni di euro di valore a prezzo di copertina, in flessione rispettivamente del 2,5% e del 3,7% rispetto i primi quattro mesi dell’anno precedente. Ma rispetto al 2019, ossia l’anno pre-pandemia, il risultato è positivo: più 17% in termini di copie vendute e più 16% in termini di valore di copertina.

Gli italiani riscoprono le librerie fisiche

Da notare, in particolare, che si interrompe la crescita dell’online che proseguiva ininterrotta dal 2019, mentre le librerie fisiche continuano a recuperare terreno dopo il crollo nel 2020 a causa delle chiusure dovuta alla pandemia. A livello di quote, le librerie superano la metà delle vendite con il 52,4%, l’online si ridimensiona al 43%, la grande distribuzione cala ancora fino al 4,6%.

Gli acquirenti che nelle loro scelte dichiarano di essere stati influenzati “molto” o “abbastanza” da quanto letto, visto o ascoltato sui social network sono il 59% nel 2021, erano il 50% nel 2019. La crescita di questa influenza si rispecchia nella top 10 dei primi quattro mesi, anche se la lista dei primi dieci libri più letti dà solo un’idea parziale di come si muove il mercato.

FIEG si appella al Governo mentre continua anche a marzo il calo delle vendite di quotidiani

11 Maggio 2022

“Definire con la massima sollecitudine possibile le misure per l’utilizzo delle risorse già stanziate e disponibili del Fondo straordinario per l’editoria del 2022 che dovevano essere individuate entro la fine dello scorso mese di marzo”. Nel giorno della pubblicazione dei dati ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) sulla diffusione dei quotidiani in marzo, che mostrano un’ulteriore flessione, gli editori della FIEG sollecitano il Governo a intervenire a sostegno del settore dell’editoria.

La crisi si aggrava, urgente intervenire

“Gli editori - si legge in una nota della FIEG - sottolineano l’ulteriore aggravarsi della crisi dell’editoria giornalistica anche a seguito dei rilevanti incrementi dei costi di produzione (carta ed energia) e, esprimendo soddisfazione per la pubblicazione della lista per l’accesso al beneficio del credito d’imposta per la carta acquistata nel 2019 e nel 2020, auspicano che in tempi rapidi si proceda alla presentazione delle domande per il credito della carta acquistata nel 2021 e per il credito sulle spese di distribuzione sostenute nel 2020 che, previsto dal decreto-legge sostegni bis del giugno 2021, a distanza di dodici mesi è tuttora in attesa di attuazione”.

Rimonta Il Corriere, ancora più giù Repubblica

Intanto i dati ADS fotografano un altro mese di vendite in contrazione per i quotidiani cartacei in edicola, con poche eccezioni. Nemmeno la guerra in Ucraina, iniziata il 24 febbraio scorso, è riuscita a smuovere la domanda di informazione cartacea, anche se una manciata di testate ha registrato un incremento di vendite rispetto al mese precedente, come accaduto per Il Corriere della Sera, il Manifesto, Italia Oggi e Avvenire considerando i quotidiani a diffusione nazionale.

Come si diceva, tra le testate in controtendenza, continua a risalire la china Il Corriere della Sera con 153.090 copie vendute a marzo, circa 500 in più rispetto al mese precedente. Resta però negativo il bilancio rispetto a un anno prima: -2,6% se confrontato con le 157.271 copie del marzo 2021.

Nessun recupero, invece, per la Repubblica che continua a perdere copie anche a marzo, scese a 87.645. Per la prima volta le vendite del quotidiano che un contempo contendeva al Corriere della Sera il primato di quotidiano più letto dagli italiani sono scese sotto le 90.000 copie con un calo del 6,76% rispetto a febbraio e di quasi il 22% rispetto alle 112.207 copie vendute a marzo 2021.

Avvenire in controtendenza

Restando tra i quotidiani del gruppo GEDI, tiene meglio La Stampa. A marzo le copie vendute in edicola sono state 69.370, il 2,9% in meno rispetto al mese precedente e il 2,58% rispetto a un anno fa. Il Messaggero si ferma invece a 46.237 copie, quasi il 6% in meno rispetto a febbraio e quasi il 10% in meno rispetto a un anno fa. Si muove in controtendenza Avvenire, con un aumento del 2,4% delle copie rispetto a febbraio scorso e un valore invariato alle 5.562 copie rispetto a un anno fa.

Flessioni contenute, rispetto al mese precedente, anche per i tre quotidiani del gruppo QN: -1,2% Il Resto del Carlino con 62.656 copie, -2,46% La Nazione con 41.386 copie, -1,9% Il Giorno con 18.894 copie. Su base annua, invece, le flessioni percentuali salgono a doppia cifra: -10,9% Il Resto del Carlino, -12,82% la Nazione, -11,33% Il Giorno.

Economici e sportivi: le performance migliori

Tra i quotidiani economici, da segnalare il rimbalzo di vendite per Italia Oggi che, rispetto al mese precedente, vede un aumento di quasi il 60% passando da 3.431 a 5.457 copie vendute in edicola mentre nel raffronto con marzo 2021 il bilancio resta negativo con un segno meno del 25%. Vendite quasi stabili per Il Sole 24 Ore rispetto al mese precedente, mentre su base annua la flessione si attesta sul 28%.

Passando agli sportivi, si segnala un incremento marginale rispetto a febbraio per La Gazzetta dello Sport, che a marzo si conferma attorno alle 83.250 copie, in aumento anche rispetto a un anno fa ( 36%) quando le copie erano 59.570. Fa un passo indietro, invece, Il Corriere dello Sport, che rispetto a febbraio cede il 6,68% pur mantenendo un bilancio attivo rispetto a un anno prima (2,58%). Duemila copie in meno per Tuttosport, sia rispetto a febbraio scorso che a marzo 2021.

Scricchiolii per La Verità

La novità più sorprendente è la flessione di copie per La Verità. A marzo il giornale fondato e diretto da Maurizio Belpietro registra vendite in edicola per 28.111 copie, quasi il 6% in meno rispetto al mese precedente. Una flessione che interrompe una lunga serie di incrementi mensili e che comunque lascia ampiamente positivo il bilancio rispetto a marzo 2021: 15% di copie cartacee vendute.

Arretrano Il Giornale e Libero fanno un passo indietro su base mensile, con una flessione di circa 2,5% rispettivamente a 30.556 e a 18.770. Rispetto a un anno fa la flessione diventa molto più marcata: -18% per Il Giornale e -12% per Libero. Tiene bene, invece, Il Manifesto, che guadagna circa 170 copie in più rispetto a febbraio arrivando a 7.272 copie vendute in edicola, valore leggermente superiore anche a quelle del marzo 2021.

Vendite quotidiani cartacei: -8,8% nel 2021

05 Maggio 2022

Anche nel 2021 si è confermato l’andamento negativo delle vendite di quotidiani cartacei. In base ai dati dell’ultimo Osservatorio sulle Comunicazioni dell’AGCOM, l’anno scorso è stata venduta una media giornaliera di 1,7 milioni di copie (cartacee digitali), in flessione del 6,9% rispetto al corrispondente valore 2020 e del 30,9% rispetto ai livelli di vendita del 2017. In pratica, nel 2021 si è venduto circa un terzo in meno di quotidiani rispetto a quelli venduti nel 2017.

Scorporando il dato, si nota che le copie vendute quotidianamente in formato cartaceo sono ammontate a 1,48 milioni, evidenziando una riduzione dell’8,8% rispetto al 2020, e del 34,8% nei confronti del corrispondente valore del 2017.

Al contrario, i quotidiani venduti in formato digitale hanno registrato una crescita su base annua dell’8,1% rispetto al 2020 e del 15% rispetto al 2017, rimanendo attorno ad una media di 220.000 copie giornaliere, contro le 210.000 del 2020 e le 190.000 del 2017.

Le copie digitali non decollano

Quello che emerge dall'analisi di questi numeri è un rallentamento nel calo delle vendite di quotidiani cartacei. Il 2020, anno dello scoppio della pandemia, si era chiuso con una contrazione ‘a doppia cifra’ delle vendite di quotidiani cartacei, calate di oltre il 15% rispetto all’anno precedente. Con il 2021 la flessione è ritornata ‘a una cifra’, evidenziando un calo dell’8,8% rispetto all’anno precedente, in linea con le flessioni già viste nel 2019 e nel 2018.

Passando all’altra faccia della medaglia dell’informazione, ossia il digitale, emerge invece che i quotidiani online non riescono a sfondare e a fare il grande salto. Le copie crescono, ma in maniera limitata, e continuano a rappresentare una percentuale molto piccola (anche in termini economici) rispetto al totale delle copie vendute. Per alcune categorie, come per esempio i quotidiani sportivi e i quotidiani economici, la vendita di copie digitali è addirittura diminuita fortemente negli ultimi 5 anni - di oltre un terzo per i primi e quasi dimezzata per i secondi - lasciando intendere che per queste tipologie di testate il modello di business online non funziona in maniera efficace.   

Resistono gli sportivi, male gli economici

In relazione ai diversi generi editoriali, i 5 principali quotidiani nazionali “generalisti” - L’Avvenire, Il Corriere della Sera, Il Messaggero, La Repubblica, La Stampa - vedono nel 2021 una flessione su base annua del 10,2% nella vendita di copie cartacee, superiore quindi alla media (-8,8%). Allo stesso tempo, tuttavia, registrano una consistente crescita nella vendita giornaliera di copie in formato digitale: 14,2% su base annua e 19,5% rispetto al 2017, in questo caso sopra la media (rispettivamente 8,1% e 15%).

I quotidiani sportivi in formato cartaceo (rispetto ai quali i volumi del formato digitale sono marginali), al contrario, sono quelli che nel corso del 2021 hanno mostrato una riduzione minore, pari a -3,3%, seppure, rispetto al 2017, siano quelli che hanno maggiormente sofferto dimezzando le vendite (-49,3%).

Soffrono anche i quotidiani economici: le vendite cartacee sono diminuite l’anno scorso del 13,5%, mentre la flessione arriva al -43,1% nel raffronto con il dato del 2017. Per questa categoria di quotidiani appaiono in forte flessione anche le vendite di copie digitali: -18% nel 2021 e -43,6% nel periodo 2017-2021.

Con riferimento, infine, alla distribuzione territoriale, i dati dell’Agcom evidenziano la migliore tenuta delle testate locali: su base annua le vendite giornaliere hanno registrato l’anno scorso una contrazione del 6,7% contro il calo del 7,1% delle testate nazionali. Un trend che viene confermato anche dall’analisi dei dati degli ultimi anni: rispetto al 2017 la contrazione delle vendite delle testate locali si attesta al 25,6% contro il -35,8% delle testate nazionali.

In arrivo nuovi Bandi a sostegno del commercio al dettaglio

04 Maggio 2022

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione delle imprese che svolgono in via prevalente attività di commercio al dettaglio, e quindi anche delle edicole, un nuovo FONDO PER IL RILANCIO DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE DI COMMERCIO AL DETTAGLIO.

Il Fondo è volto a contrastare gli effetti negativi derivanti dall'emergenza Covid-19 e ad offrire specifiche misure di sostegno alle attività maggiormente danneggiate dalla pandemia.Le domande per accedere al Fondo - che prevede la concessione di aiuti in forma di contributo a fondo perduto - possono essere inoltrate a partire dal 3 maggio e fino alle ore 12:00 del 24 maggio.

Ricordiamo a tutti gli Associati SNAG che possono trovare i requisiti per partecipare al bando e i dettagli sulle modalità di adesione accedendo all'Area Riservata, sezione BANDI, del nostro sito. Cliccando sulla Regione di appartenenza compaiono, infatti, non solo i bandi regionali e provinciali ma anche quelli nazionali.

Tra gli altri bandi a livello nazionale rivolti al sostegno del settore del commercio - anch'essi disponibili nell’Area Riservata del nostro sito - segnaliamo il FONDO IMPRESA FEMMINILE finalizzato a promuovere il rafforzamento dell'imprenditoria femminile. Istituito dal Ministero dello Sviluppo, il Fondo prevede finanziamenti, della durata massima di 8 anni, a tasso zero e senza necessità di garanzie. Tale agevolazione è indirizzata alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese femminili e anche allo sviluppo e al consolidamento delle imprese femminili già costituite da almeno 12 mesi. Ne possono beneficiare anche le lavoratrici autonome con partita Iva.

Per chi vuole avviare una micro-impresa o ampliare quella esistente, è disponibile lo SPORTELLO ON NUOVE IMPESE A TASSO ZERO, rivolto a giovani tra i 18 e i 35 anni e alle donne. Finanzia le imprese con progetti di investimento che puntano a realizzare nuove iniziative o ad ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. Le agevolazioni prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili.

C’è poi il VOUCHER CONNETTIVITÀ, operativo dal 1° marzo 2022, che ha come finalità quella di incentivare la digitalizzazione delle imprese. Una misura rivolta alle micro, piccole e medie imprese, incluse le edicole, che intendono attivare una connessione internet più veloce e potente. Sono previsti contributi da 300 euro fino 2.500 euro, sotto forma di sconto in bolletta, per abbonamenti a internet ultraveloce. Per inoltrare le domande c’è tempo fino al 15 dicembre, e comunque fino ad esaurimento dei fondi a disposizione.

Ricordiamo a tutti gli Associati SNAG l’importanza di valutare con attenzione la possibilità di partecipare a tali bandi, qualora in possesso dei requisiti per l'adesione. Essi rappresentano un’imperdibile occasione per finanziare – attraverso contributi a fondo perduto o tassi agevolati – l’ammodernamento o l’ampliamento della propria attività, specie in previsione di una trasformazione delle edicole in un centro di servizi per il cittadino, come auspicato dal recente Protocollo d’Intesa sottoscritto da Anci, FIEG e Organizzazioni Sindacali degli edicolanti.


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