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Ciao Paolo.

16 Ottobre 2021

Apprendiamo la triste notizia dell'improvvisa scomparsa di Paolo Miconi, amico e collega, componente del Consiglio Nazionale dello S.N.A.G. Siamo vicini alla famiglia in questa tragedia. Il ricordo di Paolo sarà indelebile nella nostra organizzazione.

2021 da record per le vendite di libri

13 Ottobre 2021

Alla vigilia del Salone del Libro di Torino - che apre domani la sua XXXIII edizione (14-18 ottobre) finalmente in presenza - il comparto librario tira un respiro di sollievo. Le statistiche dipingono un settore uscito rafforzato dai lunghi mesi della pandemia, quando le librerie hanno dovuto adeguarsi al lockdown restando temporaneamente chiuse.

Il bilancio dei primi nove mesi non fa che confermare la tendenza positiva che ha caratterizzato il primo semestre. Secondo i dati emersi da un sondaggio condotto da SWG per il Sindacato Italiano Librai (SIL) Confesercenti, il 35% delle librerie di prossimità dichiara di aver incrementato le proprie vendite anche durante i mesi estivi.

Passando dal lato degli editori, l’Associazione degli Editori Indipendenti (ADEI) comunica che le vendite di libri hanno registrato un incremento del 25,3% in valore raggiungendo il 47% del mercato complessivo del libro con un fatturato complessivo che ormai veleggia sopra il miliardo di euro.

A conferma della vivacità del settore, sono stati “gli editori più piccoli, quelli con un fatturato inferiore a 300.000 euro, a registrare una vera propria impennata di vendite" con un balzo in avanti di oltre il 40% rispetto al 2020, come precisa il Presidente di ADEI, Marco Zapparoli.

Il merito, dicono gli addetti ai lavori, va anche alla Legge sul Libro e al bonus 18App che hanno funzionato come un importante paracadute per il settore salvaguardando soprattutto le piccole librerie di prossimità, che Amazon non ha ucciso, e avvicinando i giovani lettori al mondo dei libri, anche con la complicità di un social come TikTok che ha visto dilagare il fenomeno dei booktoker, veri e propri influencer letterari divenuti molto popolari tra i giovanissimi.

Un sostegno che ha funzionato bene ottenendo un doppio risultato: ha salvaguardato il settore dell'editoria libraria e ha incentivato allo stesso tempo la diffusione della lettura di libri tra la popolazione, specie tra i ragazzi. A quando iniziative simili anche per la carta stampata? La filiera attende ormai da molto tempo una riforma di sistema che rilanci il settore. Una riforma che dovrebbe includere anche incentivi alla lettura dei giornali, indirizzati soprattutto alle nuove generazioni di nativi digitali (abituati a cercare online le proprie fonti di informazione), perchè senza un vero ricambio generazionale di lettori, diventa difficile immagine un futuro di rilancio per Editori, Distributori ed edicolanti.

"SietePresente", così la Toscana scommette su giovani e cultura

12 Ottobre 2021

Un connubio non scontato ma che potrebbe trasformarsi in un volano di crescita per il territorio, e che vuole essere anche uno stimolo per incrementare la partecipazione delle nuove generazioni alla vita politica: la Regione Toscana scommette sui giovani e sulla cultura e lo fa con un grande evento.

SietePresente è il titolo della manifestazione in programma lunedì 18 ottobre a Pisa, presso Villa del Gombo, nella cornice del Parco San Rossore, alla presenza del Capo dello Stato. Insieme a una platea composta da centinaia di ragazzi e ragazze toscani, Sergio Mattarella ascolterà le testimonianze di alcuni giovani, modelli positivi di cittadinanza attiva, provenienti dal mondo della sanità, dell’innovazione, della sostenibilità ambientale e dello sport, animati dalla voglia di guidare il cambiamento.

SietePresente sarà anche l’occasione per realizzare il primo evento partecipativo a cui sono stati chiamati a raccolta 80 giovani tra i 18 e i 40 anni (selezionati tra 230 candidati) che saranno coinvolti attraverso laboratori e tavoli di lavoro per discutere di politiche regionali in ambito culturale al fine di “raccogliere punti di vista, sensibilità, esigenze, intenzioni, desideri sul tema cultura”.

Sarà “una vera e propria “maratona di idee”, durante la quale i giovani partecipanti potranno far emergere riflessioni e proposte che andranno a costituire le politiche regionali del futuro. Questo per far sì che la cultura, in termini di patrimonio, arte, creatività e partecipazione, rappresenti un driver per lo sviluppo sostenibile toscano nei prossimi anni” si legge sul sito della Regione.

Innumerevoli gli ambiti che saranno toccati: “dai musei ai beni culturali, dal teatro e la danza agli eventi culturali in tutte le loro sfaccettature, da chi è impegnato nelle mostre ai festival, dai concerti alla fiere o gli spettacoli dal vivo, ma anche il cinema e gli audiovisivi, i centri culturali indipendenti, le biblioteche, l’editoria e la stampa, la produzione artistica, la rigenerazione urbana e lo sviluppo locale, il mondo delle nuove tecnologie applicate alla cultura e poi ancora i servizi educativi, la ricerca e innovazione connessa e le pubbliche amministrazioni che di cultura si occupano”.

Ci auguriamo che, tra i vari temi in discussione, l’attenzione dei partecipanti si focalizzi anche sulla lettura dei quotidiani e sul futuro della carta stampata, ideando e promuovendo iniziative che possano avvicinare i più giovani al mondo dei giornali. Dovrebbe creare allarme il fatto che, nella grande maggioranza dei casi, le nuovi generazioni stiano basando la propria informazione in prevalenza su social network, strumenti ad alto potenziale di fake news. Chi lavora in edicola sa bene che l’età media di chi acquista quotidiani è piuttosto alta e manca del tutto un ricambio generazionale. Un allarme che finora è rimasto inascoltato.
 

Vendite di quotidiani in ordine sparso ad agosto

07 Ottobre 2021

Dopo la ripresa generalizzata di luglio, il mercato della carta stampata resta in cerca di conferme anche se per alcune testate non sono mancati ad agosto segnali positivi di ripresa. Nel complesso, dai dati forniti oggi da ADS-Accertamenti Diffusione Stampa è dunque difficile delineare una tendenza ben definita, su cui ha certamente influito la stagionalità del mese estivo.

Ne hanno pagato le conseguenze i due giornali economici di punta: Il Sole 24 Ore ha visto arretrare le vendite di 1.400 copie da 32.460 dello scorso luglio a 31.022, allargando il gap con gennaio (34.547 copie). Mille copie in meno anche per Italia Oggi che si è fermato a quota 6.991 (7.783 a gennaio).

Chi non ha sofferto sono gli sportivi che hanno segnato un’ulteriore crescita dopo il boom del mese precedente. Le vendite in edicola de La Gazzetta dello Sport sono balzate a quota 112.724, dalle 103.096 di luglio, un valore ben superiore rispetto alle 65.093 di gennaio. Idem per Il Corriere dello Sport , le cui vendite sono salite a 52.230 copie da 46.497 di luglio e contro le 37.245 di gennaio. Anche Tuttosportha assistito ad un aumento delle vendite, che hanno sfiorato le 31.000 copie, ancora sotto però ai valori di gennaio (35.356).

In crescita anche i due principali quotidiani italiani. Il Corriere della Sera ha visto ad agosto un aumento delle vendite a 168.398 copie da 165.891 di luglio e ha scavalcato addirittura le vendite di gennaio (165.990). Anche la Repubblica con 112.519 copie vendute ad agosto ha messo a segno un incremento rispetto a luglio (111.868) rimanendo però ancora sotto i valori di inizio anno (114.333 a gennaio).

Restando nel gruppo Gedi, lieve incremento di vendite per La Stampa a 74.051 copie, in avvicinamento alle 75.628 copie di gennaio, mentre arretra Il Secolo XIX che ad agosto è ritornato sotto le 25.000 copie dalle 27.392 di gennaio.

Quando al gruppo QN; vendite in aumento di oltre 1200 copie per La Nazione rispetto a luglio, che si è riportata così in prossimità dei valori di gennaio. Ad agosto perdono invece copie in edicola Il Giorno e Il Resto del Carlino . Va forte in edicola Il Messaggero con 57.808 copie vendute dalle 53.742 di luglio e dalle 52.340 di gennaio. Una manciata di copie in più anche per L’Avvenire .

Tra i quotidiani politicamente più schierati, registrano un aumento delle vendite rispetto al mese precedente La Verità con 25.586 copie vendute (sopra i valori di gennaio di 25.475).Lieve cedimento per Il Giornale che si riporta poco sotto le 36.000 copie, in deciso calo rispetto alle 44.429 che aveva venduto a gennaio, e per Il Fatto Quotidiano , che è rimasto poco sopra le 27.000 copie ma sotto le 29.626 di inizio anno.

I giornalisti scendono in piazza

07 Ottobre 2021

Oggi è un giorno di protesta per chi si occupa di fornire ogni giorno informazione agli italiani. Il Consiglio nazionale della Fnsi si riunisce dalle 10,00 in una seduta straordinaria in piazza Montecitorio. L’obiettivo della mobilitazione è quello di sensibilizzare il Governo sull’urgenza di interventi concreti per sostenere l’Editoria, possibilmente da inserire già nella prossima legge di Bilancio.

Il settore dell’informazione è in profonda sofferenza e il disinteresse del governo rischia di dargli il colpo di grazia, afferma la Federazione della stampa.

Aggressioni ai giornalisti e attacchi al diritto di cronaca, il precariato e i prepensionamenti nelle redazioni, il rischio commissariamento dell’Inpgi, giornali che da un giorno all’altro cessano le pubblicazioni: sono segnali evidenti di una crisi dell'Editoria che si sta protraendo più del dovuto a fronte di un esecutivo che sembra non raccogliere la gravità della situazione.

"È necessario tornare in piazza perché il governo deve prendere atto della situazione di estrema difficoltà che il mondo dell'informazione sta affrontando. Servono interventi strutturali a sostegno di un settore vitale per la democrazia”, ha dichiarato il Segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, presentando ieri in una conferenza stampa la manifestazione odierna.

"La professione è sotto attacco. Un intero settore industriale – ha dichiarato Lorusso – sta attraversando una crisi senza precedenti, ma per l'informazione non vengono pensate misure di sostegno che vengono messe in campo per altri settori. È in corso un'escalation preoccupante di atti volti a colpire i colleghi e l'esercizio stesso del diritto di cronaca: tutti sintomi che non c'è oggi in Italia un clima favorevole a chi fa informazione, ma politica e istituzioni non vanno oltre una generica solidarietà".

E il Segretario generale della Fnsi avverte: "il commissariamento dell'Inpgi sarebbe il primo passo verso il commissariamento dell'articolo 21 della Costituzione, della professione giornalistica e del diritto dei cittadini ad essere informati. Non possiamo permetterlo. Domani porteremo in piazza le nostre proposte e richieste e la nostra voglia di dire no a questo disegno il cui obiettivo è solo quello di rendere il giornalismo in questo Paese sempre più debole".

Il governo, ha concluso Lorusso; "prenda atto che le criticità dell'editoria italiana vanno affrontate ad un tavolo con le parti sociali. È necessaria una nuova legge di sistema, se non ci saranno risposte la mobilitazione continuerà e il clima diventerà più aspro".
 

Moles: "le edicole svolgono una funzione di interesse pubblico che va riconosciuta"

05 Ottobre 2021

di DARIO DE VITOFRANCESCHI -- Intervenuto al convegno promosso dall’USPI in materia di formazione Editoria 4.0, il Sottosegretario per l’Editoria Giuseppe Moles ha dedicato un’ampia parte del suo intervento alle edicole. Già questa è una (buona) notizia che merita considerazione perché conferma l’attenzione che sempre più spesso le Istituzioni dedicano all’ultimo, ma non meno importante, anello della filiera.

EDICOLE COME PRESIDIO DI LEGALITA’

Moles ha rivendicato con orgoglio la scelta del Governo di aver portato il bonus edicola a 1.000 euro, definendo questo bonus quale “una forma di ringraziamento per la funzione che le edicole hanno avuto durante il lockdown”. Il Sottosegretario ha definito le edicole un “presidio di legalità” e importante “punto di aggregazione” nonché “un bene immateriale” sottolineando che le edicole nell’emergenza COVID “hanno assicurato la distribuzione democratica dell’informazione su base universale” e “svolgono una funzione di interesse pubblico che merita di essere riconosciuto”.

Queste due ultime affermazioni Moles le ha rimarcate, testualmente riprendendole dal suo discorso (per il resto è andato a braccio), come a voler sottolineare la valenza politica ma anche tecnica di tali passaggi. Affermazioni peraltro perfettamente coerenti con quanto già affermato dalla Commissione Europea alcuni anni fa, per la quale le edicole “servono” un motivo imperativo di interesse generale connesso alla tutela del pluralismo informativo.

VERSO UN NUOVO MODELLO DI EDICOLA

Il dato acquisito che le edicole svolgano una funzione di interesse pubblico definisce un ruolo e una funzione che non è e non può essere fine a se stessa, ma deve avere dei risvolti concreti (come ad esempio in tema di concessioni su demanio marittimo) e deve essere il punto di partenza per delineare un nuovo modello di edicola che, attraverso adeguate forme di sostegno e di incentivi, coniughi l’interesse pubblico alla diffusione universale della stampa con l’incremento delle fonti di ricavi integrativi in edicola (attraverso l’ampliamento dei beni e dei servizi), indispensabile per mantenere queste micro imprese in equilibrio sotto il profilo economico finanziario.

Le edicole – secondo il Sottosegretario – non solo devono ricevere il giusto sostegno “ma debbono anche essere messe in grado di svolgere la loro funzione di presidio”. “È giunto il momento – secondo il Sottosegretario – che vi siano interventi per favorire l’informatizzazione, forme nuove di commercializzazione di prodotti editoriali, per riavvicinare i cittadini alle edicole con un’offerta nuova e diversificata”. Obiettivi tanto ambiziosi quanto concreti che prevedono un sostanziale rilancio delle edicole in una direzione che è assolutamente condivisa dallo SNAG.

L’EDICOLA DEL FUTURO PRENDE FORMA

È evidente che il Sottosegretario è andato oltre le affermazioni di puro principio in merito al ruolo e alla funzione delle edicole (affermazioni sacrosante che andrebbero consacrate una volta per tutte in una norma di legge) e ha evidenziato una visione di quella che potrebbe essere l’edicola del futuro.

Tutto ciò non può che essere giudicato positivamente e sembra declinare, con riferimento al mondo delle edicole, quella volontà del Governo “di fare in modo che il gusto del futuro continui a restare nelle scelte imprenditoriali”, concetto recentemente evocato dal Premier Mario Draghi all’Assemblea di Confindustria.

L’impressione che se ne trae è che le edicole siano sotto attenta osservazione del Dipartimento. Il tempo che il Sottosegretario ha dedicato loro (peraltro in un convegno dedicato all’Editoria) ne è indice evidente. E poi, per una volta ed in controtendenza rispetto al passato, non ci è stato narrato il solito de profundis delle edicole o prospettata una decrescita felice o un accompagnamento alla riconversione in una sorta di eutanasia della rete di vendita, ma è stata abbozzata una prospettiva concreta di rilancio.

DAL PNRR UNA SPINTA AL RILANCIO DELLE EDICOLE

Nella realizzazione di questi obiettivi – secondo il Sottosegretario – il PNRR ci può dare una mano. Attraverso semplificazione e digitalizzazione le edicole possono diventare delle strutture in grado di offrire servizi al cittadino.
Anche questo passaggio merita considerazione se è vero come è vero che tutta la filiera ha chiesto interventi economici per sostenere la digitalizzazione delle edicole e il completamento dell’informatizzazione della filiera e se è vero come è vero che sono in atto delle interlocuzioni informali per inserire questi progetti nel PNRR.

BISOGNA SFRUTTARE LE OPPORTUNITA’ DEL TAX CREDIT EDICOLE

Quanto al Tax credit il Sottosegretario ne ha ribadito l’importanza precisando però che “non può divenire solo questo strutturale” e lo ha definito “un valore aggiunto che noi abbiamo e va sfruttato al meglio”.

Tutti noi sappiamo quanto sia stato importante il Tax credit per il nostro settore. Questa misura ha consentito di arginare effettivamente il trend di chiusure delle edicole. È quindi essenziale rendere strutturale questa misura per sostenere gli investimenti e lo sviluppo tecnologico.

Benissimo l’inclusione di POS e Registratori elettronici, ma la finestra temporale attualmente coperta dall’agevolazione introdotta questa estate è troppo breve per sostenere gli investimenti: infatti gli edicolanti hanno tempo fino al 31 dicembre 2021 per utilizzare il credito d’imposta 2022.

Rafforzare il Tax credit, estenderlo ad ulteriori voci e innalzarlo per giovani, imprese femminili e edicole professionali sarebbero sviluppi importanti per sfruttare al meglio questa importante misura.

ALLE EDICOLE SERVE UN PACCHETTO DI NORME AD HOC

Ricapitolando: riconoscimento della funzione servizio di interesse pubblico, tax credit strutturale e sfruttato al meglio, informatizzazione, digitalizzazione delle edicole e servizi e offerte di prodotti nuovi e diversificati, sono passaggi fondamentali (e assolutamente condivisi e condivisibili) dell’intervento del Sottosegretario Moles. Obiettivi attraverso cui passa la chance di un futuro sostenibile per le edicole.

Se questi obiettivi dovessero essere “centrati” con un pacchetto di norme dedicate in tempi brevi (a dicembre si dovrà approvare la Legge di Bilancio) si inizierebbe a delineare una “edicola del futuro”, una edicola sostenibile, capace di rimanere sul mercato nonostante la cronica e sistematica riduzione dei volumi di vendita di quotidiani e periodici.

L'Editoria è un unicum, nessuno si salva da solo

04 Ottobre 2021

di DARIO DE VITOFRANCESCHI -- “La filiera editoriale o si salva tutta insieme o non si salva ma la sopravvivenza di questo settore è essenziale per il buon funzionamento di un sistema democratico”. Lo ha ribadito il Capo del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, Ferruccio Sepe, nel suo intervento nel corso dell’incontro promosso dall’USPI in materia di Editoria 4.0 durante il quale ha dedicato ampi spazi alle edicole.

Il Consigliere Sepe segue da anni il settore, si è sempre distinto per la estrema cordialità e disponibilità nei confronti delle associazioni di categoria, ma anche per essere un fine giurista, tant’è che, nel corso del convegno, è stato definito “uno dei massimi esperti del settore”.

Secondo Sepe, tutti gli anelli della filiera (Editori, Distributori, Edicolanti) “sono legati indissolubilmente”: da una parte c’è chi produce contenuti editoriali “qualificati” con un “autorevolezza che non va dispersa”, dall’altra c’è chi li legge, ma nel mezzo c’è la filiera che è essenziale – secondo il Consigliere – perché “dobbiamo fare in modo che i giornali arrivino ai lettori”.

Per queste ragioni il Capo Dipartimento ha chiosato “la filiera editoriale o si salva tutta insieme o non si salva”.

BISOGNA RAGIONARE COME FILIERA

Come poter dar torto al Consigliere Sepe. Ciò che ha detto è semplicemente vero.

E nel riconoscere la veridicità di quanto affermato da Sepe, gli anelli della filiera dovrebbero fare autocritica. Solo da alcuni anni (forse mesi) abbiamo iniziato a tentare di ragionare come filiera, come anelli di una stessa catena.

Tante sono le figure retoriche che si potrebbero richiamare: “la forza di una catena è data dal suo anello più debole” o “la velocità di un treno è data dal suo vagone più lento” e così via. Per troppo tempo invece gli anelli di questa catena si sono ispirati più al “vita mea mors tua”, a preoccuparsi solo dei “propri bilanci” con una logica spesso predatoria (tale da ridurre le edicole ad una sorta di bancomat), senza capire che questo modo di ragionare non faceva altro che riallocare le risorse all’interno della catena, senza generare un incremento di risorse per la e della filiera.

Il richiamo del Capo Dipartimento alla “indissolubilità degli anelli della filiera” si sposa perfettamente con il monito di un autorevole Distributore Nazionale “di stare attenti a non tagliare il ramo dove siamo tutti seduti”, e dovrebbe aprire un’ampia riflessione sulle scelte politiche, imprenditoriali e contrattuali all’interno della filiera.

Il Consigliere Sepe ha poi ricordato le oggettive difficoltà di distribuire stampa in un Paese come l’Italia, ricco di montagne, con una infinità di Comuni sotto i 5.000 abitanti, e ha rimarcato che la logica che ha guidato gli interventi del Governo è stata appunto quella di sostenere tutta la filiera ed “anche l’ultimo tratto della filiera” e cioè l’edicolante.

Il Capo Dipartimento ha ben rimarcato come “la sostenibilità economica di queste micro imprese è ormai difficilissima” e il Tax credit è stato pensato per permettere questa sostenibilità.

L'EDITORIA E’ UN SETTORE DA SOSTENERE

Infine il Capo Dipartimento ha ricordato come in tutta Europa esistono forme di sostegno al settore (e dire il contrario è una colossale Fake News) perché questo è “un settore ad alto fallimento di mercato”. Quindi è evidente che questo sistema “sta a cuore” a questo Governo come, peraltro, in tutti i paesi civili dove sono largamente previste forme di sostegno diretto e indiretto.

“Il sistema deve pensarsi come un unicum, non ci si salva da soli perché o si affonda come il Titanic o si sopravvive, e la sopravvivenza di questo settore è essenziale per il buon funzionamento di un sistema democratico”, sistema democratico che non è costituito solo da Istituzioni e libertà costituzionali, ma anche da pilastri quali una stampa libera che possa essere in grado di fare il watchdog delle istituzioni, “altrimenti non saremmo neppure qui se fossero scomparse le penne”.

Così il Capo Dipartimento ha concluso il suo intervento con un riferimento raffinato alla teoria del quarto potere: accanto ai tre poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) contrapposti secondo il modello di Montesquieu, esiste un quarto potere (il watchdog journalism) che è appunto la libera stampa che svolge una funzione di sorveglianza e trasparenza a tutela della democrazia e del pluralismo informativo. Ma perché tale funzione possa essere effettiva i giornali devono poter arrivare ai lettori …

Buone notizie dal mercato della pubblicità

04 Ottobre 2021

La ripresa economica più sostenuta delle attese e un certo ottimismo che si sta diffondendo tra gli operatori economici hanno creato un terreno positivo per gli investimenti pubblicitari, con un mercato che quest’anno si conferma in forte crescita e che si appresta a chiudere il 2021 su valori superiori alle attese.

Un aiuto arriva anche dal bonus pubblicità, reintrodotto anche quest'anno attraverso il decreto Sostegni bis, le cui domande devono essere avanzate nel mese corrente, ossia fino al 31 ottobre. Grazie al bonus pubblicità, agliinvestimenti effettuati sui giornali (cartacei e online) viene applicato un credito d’imposta pari al 50% dell'intera somma sostenuta: si tratta quindi di un ampliamento dell’agevolazione rispetto agli anni precedenti quando il credito era pari al 75% ma calcolato sul valore incrementale dell'investimento pubblicitario rispetto al passato. 

Aiutata anche dagli Europei di Calcio e dalle Olimpiadi di Tokyo, la spesa pubblicitaria ha chiuso il mese di luglio (ultimi dati resi disponibili da Nielsen) in netto aumento, con un avanzamento del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2020. Nei primi sette mesi dell’anno la raccolta pubblicitaria complessiva in Italia è cresciuta addirittura del 23,1%, un incremento che consente di “recuperare quasi completamente quanto perso nei primi sette mesi del 2020", anno segnato dalla pandemia.

Tra i singoli mezzi, tuttavia, luglio segna il ritorno in negativo della carta stampata con i quotidiani che hanno registrato un calo di investimenti del 7,6% e i periodici del 4,4%. Nonostante le flessioni del mese estivo, il bilancio dei primi sette mesi resta positivo con un aumento del 6,6% per i quotidiani a 250.500 euro e del 2,9% per i periodici a 113.300 euro.

Bene anche la pubblicità su internet, che per consistenza si sta avvicinando a quella sulla carta stampata. Come emerge dai dati rilevati dalla società Reply nell’ambito dell’Osservatorio Fcp-Assointernet, è proseguito anche ad agosto il positivo andamento degli investimenti sul digitale, cresciuti del 9,9% rispetto ad agosto 2020.

Nei primi otto mesi di quest’anno gli investimenti sul web hanno segnato un incremento del 24,3% rispetto all’analogo periodo 2020, con una spesa salita vicino ai 295.000 euro. L'incremento resta a doppia cifra ( 11,8%) anche se il confronto avviene con i primi otto mesi del 2019, anno che consente di avere un raffronto più omogeneo considerando l’eccezionalità del 2020.

“Tale dato dimostra ancora una volta come gli editori e le loro concessionarie aderenti a Fcp-Assointernet abbiamo costantemente investito nella qualità dei contenuti proposti e nella diversificazione della propria offerta, al fine di offrire agli investitori pubblicitari contesti sempre più affidabili per entrare in contatto con le persone”, ha commentato il presidente di Fcp-Assointernet, Giorgio Galantis.

Passando ai singoli device, nei primi otto mesi gli investimenti su desktop e tablet hanno segnato un aumento del 22,6% sfiorando i 123.000 euro a fronte di un incremento del 27% per gli investimenti su smartphon che hanno quasi raggiunto i 112.000 euro. In merito invece alla fruizione dei contenuti pubblicitari, è cresciuto di oltre il 47% nei primi otto mesi quella attraverso app, che però resta modesta in termini di incidenza (22.680 euro) rispetto a quella sui browsing, cresciuta del 22,7% a quasi 272.000 euro.

La "nuova" normalità che ci aspetta

30 Settembre 2021

“Di fronte a difficoltà eccezionali” le imprese del terziario “hanno reagito in modo straordinario” ma ora è il momento di “ricostruire il futuro” inteso come “costruire il nuovo” perché “da subito ci siamo resi conto che, se la normalità fosse tornata, sarebbe stata una “nuova” normalità”. Il tema della ricostruzione post pandemia è stato la colonna portante della XXV Assemblea Nazionale di Confcommercio, a cui aderisce lo SNAG, che si è svolta ieri a Roma alla presenza di vari Ministri e responsabili politici.

Nella foto in alto il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli mentre illustra la propria relazione presso l'Auditorium Conciliazione e, a fianco, il Presidente di Confcommercio con il Presidente dello SNAG Andrea Innocenti

“La ripresa dell’economia italiana è più sostenuta delle attese. Forse è finita la crisi ma non sono finiti i sacrifici dei nostri imprenditori” perché “stiamo, sì, correndo, ma per tornare al punto di partenza, cioè al 2019”, ha detto il Presidente Carlo Sangalli invocando un patto per la produttività al fine di realizzare una crescita “robusta, duratura e inclusiva”.

A tal fine è importante non disperdere i 195 miliardi del PNRR e gli altri fondi nazionali ed europei: “senza una spesa di qualità rischiamo, infatti, di costruire un futuro economico debole e vulnerabile, lasciando alla “next generation”, per l’appunto, solo debiti”, ha puntualizzato il numero uno di Confcommercio.

Altrettanto importante è fare “un passo in avanti” nella tutela dei lavoratori. E su questo punto Sangalli è stato esplicito: no al salario minimo per legge, sì alla contrattazione collettiva, l’unico strumento “che garantisce retribuzioni adeguate e un moderno sistema di welfare sanitario e previdenziali” oltre a tutelare le persone e le loro competenze.

Bisogna poi “restituire fiducia, che è da sempre il motore della spesa privata” e pensare al ruolo dei giovani e delle donne, risolvere la questione del Mezzogiorno e migliorare le infrastrutture, incentivare il digitale e la semplificazione oltre a ridurre le tasse, il tutto pensando anche alla sostenibilità ambientale che per essere tale deve essere anche sociale ed economica, ha sottolineato Sangalli.

Di un patto per far ripartire il Paese ha parlato anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio di cui è stata data lettura in apertura di Assemblea. “Per trasformare i segnali di ripresa in solidi risultati”, ha affermato il Capo dello Stato, “occorrono una forte determinazione e un impegno diffuso e coeso da parte delle istituzioni e di tutte le forze economiche e sociali”. In tal senso, ha affermato Mattarella, “il ruolo delle piccole e medie imprese è cruciale”.

La conclusione dei lavori è stata affidata invece al Ministro per lo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, il quale ha ricordato come le aziende del terziario siano state quelle più colpite dalla pandemia e “ancora continuano ad esserlo”. L’obiettivo del Governo, ha rassicurato il Ministro, è rendere stabile il rimbalzo della crescita e a questo proposito ben venga l’approvazione del recovery plan “anche se per ora c’è il plan ma manca il recovery”.

Per consolidare la ripresa, tuttavia, ha detto Giorgetti, “non basta stanziare finanziamenti e fare una buona legge. Lo sviluppo lo fanno gli imprenditori che tutti i giorni rischiano e si mettono in gioco affrontando la concorrenza”. E proprio la riforma della concorrenza, ha assicurato il Ministro, sarà a breve al vaglio del Governo.

BookTok: quando i social creano lettori

27 Settembre 2021

Accade negli Stati Uniti che un social per ragazzini come TikTok si sia trasformato in uno strumento in grado di far tornare di moda la lettura di libri tra i giovanissimi al punto da riuscire a rivitalizzare le vendite nelle librerie.

Il merito va all’hashtag #BookTok con cui i giovani tiktoker si sbizzarriscono a fare una recensione il più spontanea possibile dell’ultimo libro che hanno appena letto. Il risultato, sorprendente quanto inatteso, è stata una sorta di nuovo rinascimento del libro, che si è tradotto in una forte crescita per il mercato, improvvisamente galvanizzato da questa nuova tendenza.

CASE EDITRICI E LIBRERIE CAVALCANO L'ONDA

Seguendo l’esempio dei loro influencer preferiti, ribattezzati per l’occasione booktoker, molti giovani hanno riscoperto la lettura di alcuni classici o di libri tratti dalle serie tv di maggiore successo, creando una community che si sfida a colpi di recensioni, classifiche e consigli di lettura sotto forma di video della durata di una manciata di secondi, come richiesto dal popolare social.

Case editrici e librerie non hanno perso l’occasione e si sono buttati a capofitto su TikTok con propri canali, intercettando e pilotando la riscoperta della lettura da parte dei più giovani, spingendo su certi filoni narrativi e su libri che si pensava non potessero più avere un grande mercato. Il tutto con ritorni in termini di vendite molto interessanti.

UN FENOMENO IN ESPANSIONE ANCHE IN ITALIA

Dagli Usa all’Europa il salto è stato breve e il fenomeno è ormai diffuso anche in Italia, anche se con numeri al momento inferiori rispetto al mercato statunitense ma in continua crescita. Gli hashtag #booktokita e #booktokitalia vantano ormai la cifra stratosferica di quasi 20 miliardi di visualizzazioni e alcuni booktoker italiani sono vere star con svariate decine di migliaia di seguaci.

L’impatto sul mercato del libro non può che essere positivo. Non è certo solo merito di TikTok ma è un dato di fatto che i primi sei mesi del 2021 sono stati particolarmente vivaci per l'editoria libraria italiana. Con 15 milioni di copie vendute, la prima metà dell’anno ha registrato un aumento del 44% rispetto all’analogo periodo 2020, anno segnato dal Covid, e del 31% rispetto al 2019. Una crescita, come testimoniano i numeri forniti dall’AIE (Associazione Italiana Editori) che ha portato a un valore complessivo di mercato di quasi 700 milioni di euro ( 42% sul 2020 e 28% sul 2019), facendo del libro la prima industria culturale del nostro Paese, come ha dichiarato anche recentemente il presidente dell’AIE, Ricardo Franco Levi.

ASPETTANDO LA RINASCITA DELLA CARTA STAMPATA

Il libro, dunque, sta conoscendo una nuova primavera e pare essere riuscito ad aggirare la caduta di vendite dovuta a copie pirata, e-book venduti a prezzi vantaggiosi e scarsa propensione alla lettura, specie da parte dei più giovani. Anzi. Oggi sono proprio loro i lettori più accaniti. Lo confermano ancora una volta i dati dell’AIE, secondo cui «nella fascia d’età tra i 10 e i 17 anni, legge libri ben l’85 per cento della popolazione», insomma sono loro i lettori più forti del paese.

E i giornali? Qui è ancora tutto fermo. A luglio, ultimo mese di cui disponiamo le statistiche, le vendite in edicola di quotidiani sono salite rispetto al mese precedente ma è presto per parlare di inversione di tendenza dopo anni di contrazione. Senza incentivi all’acquisto e senza un sostegno forte da parte del Governo, è difficile far ripartire il mondo della carta stampata. Quello che sta accadendo all’industria del libro prova, però, che invertire una tendenza negativa è possibile. Bisogna solo trovare la giusta chiave per riportare lettori verso il cartaceo. E in tal senso è fondamentale puntare su un ricambio generazionale, come ha sottolineato il Presidente dello SNAG, Andrea Innocenti.


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